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Rina
Faccio, conosciuta con il nome di Sibilla Aleramo,
nasce ad Alessandria il 14 Agosto del 1876. A 15 anni
è contabile nella fabbrica diretta dal padre,
a 17 costretta a sposare un collega che l’ha
violentata. Il fatto segna in modo indelebile la sua
esistenza: il rifiuto della potestà maritale,
l’emancipazione e la libertà femminile,
insieme alla lotta per l’emancipazione sociale,
divengono i temi portanti dei racconti e degli articoli
che comincia a scrivere per i giornali. Siamo alla
fine dell'Ottocento. Sibilla aderisce alle idee socialiste.
Nel 1899 è a Milano dove dirige il giornale
"L'Italia Femminile". Scrive che il femminismo
si concentra nelle letteratura e nella spiritualità,
nella rivendicazione della diversità femminile
rispetto al maschile.
Negli anni successivi, sarà in prima fila nelle
lotte per il voto alle donne, contro la violenza sessuale
e la prostituzione. Maestra nell’Agro Pontino,
si impegna nell’istruzione per l'emncipazione
dei contadini del mezzogiorno.
“Una donna”, pubblicato nel 1906, contiene
tutte le cifre stilistiche che l’autrice svilupperà
nelle sue opere successive, soprattutto nei “Diari”:
l’autobiografia come mezzo per evidenziare che
vita e letteratura sono legate in modo inscindibile.
Muore a Roma il 13 gennaio 1960.
tratto da
" Viaggio nel Novecento delle donne. Una storia
politica", 120' - 2006
di Nella Condorelli
prodotto da Udi Romana La Goccia
con la collaborazione di RAI News24 |
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