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ARTICOLI RECENTI - vision
 
Vision
" Il silenzio", due mondi a confronto
comunicato stampa dell'Ufficio Stampa Basic Terzo Settore
Domenica 05 Maggio 2013

 
Vision
Eva Besnyö. La strada, sempre e dovunque
di Greta Travagliati,Artribune
Giovedì 05 Luglio 2012

 
  da sin.,Berlino 1931, Ungheria 1930 

Meno nota al grande pubblico di alcuni suoi colleghi (uno su tutti, Robert Capa), la fotografia Eva Besnyö, artista ebrea ungherese nata nel 1910 e scomparsa nel 2003, non per questo ha inciso meno nel panorama fotografico degli Anni Trenta. Contribuendo a definire con il suo lavoro, frutto di una costante tensione tra documento sociale e sperimentazione estetica, lo stile neorealista in fotografia. ed interpretando con immagini nuove il funzionalismo architettonico... Negli anni Settanta Eva farà parte del movimento femminista fiammingo Dolle Mina, documentandone le manifestazioni...A Parigi, al Jeu de Paume, la prima retrospettiva francese (e seconda europea, dopo la tappa di Berlino) per riscoprire una grande artista del Novecento: "Eva Besnyö. 1910-2003. L'image sensibile", sino al 23 settembre...

 
Arts
nero su nero, rosso su rosso
from Alexeia, artista e fashion designer
Sabato 02 Giugno 2012

Carla Cantatore, nota artista italiana e femminista militante. E' nata a Genova, ha studiato e vissuto a Napoli e vive a Roma da circa 30 anni. Ama definirsi come “un’equilibrista perenne”. La sua arte è potente, assoluta, una sfida.. Nero su nero, bianco su bianco, rosso su rosso. Dice di sè "mi piace complicare le cose perchè poi mi soddisfa di più il risultato"...
Eccola, in questa intervista di Alexeia, artista e fashion designer, italiana residente a Berlino, cultrice del concettualmente Nero: vedesi il suo sito www.luckynumberblack.com  

 
Vision
Kedach ethabni. Quanto mi vuoi bene?
di Beti Ellerson, Director of the Center for the Study and Research of African Women in Cinema
Sabato 02 Giugno 2012

Kedach ethabni, Quanto mi vuoi bene? E' il titolo del secondo lungometraggio della regista algerina Fatma Zohra Zamoun, classe 1967, esponente di spicco della generazione di cineasti che danno voce e volto all'originale cinema africano, poco distribuito nelle sale italiane. "Quanto mi vuoi bene?" è anche la domanda che Khadidja, settanta anni, nonna, rivolge al piccolo Adel, il nipotino piombato in casa con i suoi passerottini per via del divorzio del genitori, un fatto moderno nella società algerina che il film indaga con grande schiettezza.     
Girato in cinque settimane con una troupe di attori professionisti e gente della strada, "Kedach ethabni" mette al centro della narrazione le relazioni amorose di tre generazioni, Adel, Khadidja, e Farida, la giovane vicina di casa, venti anni...

 
Vision
Mi piace vestirmi di rosso
di Paola Mastrangeli
Venerdì 25 Maggio 2012

Sabato 19 maggio, la Casa Internazionale delle Donne di Roma, con l’associazione Archivia ed il Centro Alma Sabatini, ha promosso ed ospitato un importante seminario dedicato ad Alma ed al suo lavoro d’avanguardia sull’uso non sessista della lingua. Un tema di strettissima attualità.
Sabadini, cofondatrice a Roma negli anni Settanta del “Pompeo Magno”, uno dei collettivi fondanti la storia del femminismo italiano, studiosa critica della lingua da ancora prima, è stata autrice del primo studio italiano sul sessismo nel linguaggio “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua” (1986, Commissione Nazionale Parità).  La parola è un’azione vera e propria, scriveva in sostanza, l’uso di un termine piuttosto che un altro condiziona e crea modelli culturali. Se il femminile non viene ai nominato nello spazio pubblico, le donne non vi esistono.
Venticinque anni dopo le "Raccomandazioni", il seminario del 19 maggio ha fatto il punto sullo stato delle cose, presenti linguiste, storiche, sociologhe, giornaliste, ed indicato alcune piste di intervento futuro. 
Witc pubblica “ Mi piace vestirmi di rosso”, il video su Alma Sabadini realizzato da Paola Mastrangeli e Laura Valle in occasione del seminario, ed un breve intervento sul percorso di ricostruzione visiva della che ha guidato la sua realizzazione.

 
Arts
Da Berlino a Milano: l'urlo del Tacheles per il Macao
in redazione
Giovedì 17 Maggio 2012



«Mi piacerebbe partecipassero, e li invito, a un bando pubblico. Che vinca il migliore”. Parole di Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, rivolte agli occupanti del grattacielo Galfa, ormai passato alla storia come Macao. Pisapia ha sgomberato, promettendo spazi dell’ex Ansaldo a fronte di regolare partecipazione a un bando. Freddina la reazione degli occupanti, che ribadiscono che più che lo spazio la questione riguarda il  progetto politico, ed incassano la solidarietà di molte voci della società civile e del mondo della cultura. Ecco da Berlino l'intervento su www.l'inkiesta.it  di Barbara Fragogna, curatrice del Kunsthaus Tacheles, la celebre galleria - spazio simbolo con una ventennale storia di produzione artistica, che interviene sulla questione "bando" con una veemente protesta...

leggi il resto su www.artribune.com

 
Vision
Il Festival di Cannes, Marylin Monroe e le registe invisibili
in redazione
Mercoledì 16 Maggio 2012

Apre nel segno della grande Marylin Monroe il Festival di Cannes 2012. Presidente della giuria Nanni Moretti, collettivi di cineaste francesi sul piede di guerra. Venerdi  11 maggio, hanno denunciato ironicamente su Le Monde che “i ventidue film della selezione ufficiale sono stati realizzati, per felice caso, da ventidue uomini”. La questione era già stata sollevata dal web magazine lesnouvelles che torna adesso sull’argomento ironizzando a sua volta sulla risposta del delegato generale del festival Thierry Frémaux, “scegliamo sulla base della qualità e non del genere”. Lesnouvelles punta il dito su due questioni: stereotipi e finanziamenti…. 
La vicenda è seguita con attenzione anche negli Stati uniti. Sul suo blog "Women and Hollywood" Melissa Silverstein scrive che la selezione di Cannes "è uno schiaffo in faccia alle donne", e su Huffington Post Roy Grudman, professore di cinema all'università di Boston, si è chiesto se non sia il caso di parlare di quote nelle...

 
Vision
Dentro gli obiettivi delle grandi fotografe
di Maria Cristina Serra
Venerdì 09 Marzo 2012

La prima fotoreporter donna a morire in un’azione di guerra fu Gerda Taro, appena ventisettenne, il 26 luglio del ‘36, mentre documentava la battaglia di Brunete, in Spagna, fra le milizie falangiste di Franco e le Brigate Internazionali repubblicane. L'ultima è Marie Colvin, del Sunday Times, uccisa il 22 febbraio scorso a Homs, in Siria.
Nel tempo che stiamo attraversando, in cui la questione etica del diritto alla libertà e all’uguaglianza di una grande fetta emarginata di umanità che bussa alla porta della democrazia rimane irrisolta,  e le guerre continuano a seminare morte e distruzione, è giusto ricordare chi si è impegnata a raccontarci la realtà “in prima linea”. 
“Una fotografa non può costringere”, scriveva Susan Sontag, “non può svolgere il lavoro morale al posto del nostro, ma ci può mettere sulla buona strada”...
 

 
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Appuntamenti

Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio


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