| Inchiesta di Agnés Gruda, La Presse |
| Mercoledì 08 Maggio 2013 |
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| di Rachida Bouati |
| Venerdì 08 Febbraio 2013 |

Il viso tirato, in lacrime. Alcuni in silenzio, altri rabbiosi negli slogan gridati a muso duro: i ragazzi e le ragazze del Moviment des Patriotes Démocrates, gli studenti e le studentesse dell'UGET - , sono stati tra i primi ad arrivare alla casa della cultura di Djebel Jelloud, un quartiere della periferia di Tunisi, dove era esposto il feretro di Chokri Belaid, il leader dell'opposizione di sinistra assassinato mercoledi 6 febbraio nella capitale. Quando il corteo funebre è partito, nel primo pomeriggio, cullato dai yousyous delle donne, tra le decine di migliaia e migliaia di persone che hanno seguito il feretro fino al vicino cimitero El Jalluz dove Belaid è stato seppellito, la presenza giovanile, di ragazzi e ragazze, spiccava netta. Chokri Belaid è stato uno dei leader mitici dell'organizzazione studentesca tunisina negli anni Ottanta del Novecento, e per tantissimi studenti di oggi era “un Che invincibile, un mito rivoluzionario”...
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| di Mona Eltahawy |
| Lunedì 04 Giugno 2012 |
La misoginia nel mondo arabo. Mona Eltahawy, scrittrice e giornalista egiziana, militante del diritto alla libertà delle donne, e per questo picchiata in piazza Tahir mentre manifestava per la "primavera araba", ne parla senza peli sulla lingua partendo da “Distant View of a Minaret”, romanzo di Alifa Rifaat. Che inizia in una camera da letto con i pensieri di una moglie che rumina sul rifiuto del marito di prolungare l'amplesso per farle raggiungere l’orgasmo, “come se volesse privarla deliberatamente”. Poi, l'appello alla preghiera mette fine al rapporto e la donna...
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| intervista di Luoise Mailloux |
| Martedì 08 Novembre 2011 |
Avvocata algerina, scrittrice e militante femminista, molto conosciuta anche negli ambienti intellettuali e politici del nostro Paese, Wassyla Tamzali ha diretto per oltre 20 anni il programma Unesco sulla condizione femminile. E’ tra le fondatrici del Collettivo Maghreb-Égalité, attualmente coordina un collettivo di 40 autori/autrici sulle rivoluzioni arabe titolato "Les histoires minuscules des révolutions arabes". In questa intervista, realizzata da Luoise Mailloux per “l’autre journal”, Tamzali ragiona sullo stato della società tunisina dopo le elezioni del 23 ottobre, spiega perché non crede nell’islamismo democratico, perché oggi è d’obbligo parlare di libertà prima che di parità, ed analizza alcuni possibili scenari prossimo venturi nel mondo arabo… leggi....
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| di Annalisa Milani |
| Domenica 16 Ottobre 2011 |

10.937 candidati, spalmati su 1.424 liste in 27 circoscrizioni elettorali di cui 787 appartengono a partiti vecchi e nuovi, 587 liste indipendenti, 54 liste di coalizione… Nel tableau elettorale tunisino in vista del voto del prossimo 23 ottobre per l’Assemblea costituente c’è di tutto…. Da partiti strutturati, illegali nel periodo di Ben Alì, come Ennadha, il partito islamico moderato, come Ettadjd dell'area di sinistra, alla miriade di liste e candidati indipendenti e fai–da-te. Come quella del giovane Ryan Bouabidi, disoccupato di Tozeur, guida turistica, che ha scelto il cafè come ufficio elettorale. E le donne? L’ISIE, l’Instance Supérieure Indèpendente pour les électiones presieduta da Kamel Jendoubi, vecchio militante della Ligue des Droits de L’ Homme, ha imposto alle liste e ai partiti nelle 4 candidature, la regola del 50%: due donne e due uomini… Risultato? Su 10.937 candidati 5.000 e passa sono donne come imposto dalla legge, ma solo 292 sono alla testa della lista… Annalisa Milani, monitoring dell’Unione Europea per le elezioni del 23 ottobre, riflette sulla Tunisia di fronte alle prime elezioni libere dalla fine del regime di Ben Ali e alla democrazia. Ingenuità e contraddizioni, potentati vecchi e nuovi, denaro e potere, voglie di contare per la prima volta, nel Paese che ha dato il via alla Primavera araba… leggi tutto...
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| ha collaborato Rachida Bouati |
| Martedì 10 Maggio 2011 |

Ha esordito con «Ouled Lenine» (I figli di Lenin), film affresco del percorso politico e umano dei militanti comunisti tunisini, scritto in nome del padre. E’ stata allieva di Jerry Schatzberg, Roman Polanski, Nouri Bouzid… E’ Nadia El Fani, tunisina, regista, autrice de « Ni Allah, ni maître », il film che sta diventando un caso internazionale. Vera e propia inchiesta sulla laicità nel paese musulmano, « Ni Allah, ni maître » racconta la vita quotidiana di chi mangia e beve di nascosto durante il ramadan... Risultato? Pagine su pagine di insulti contro la regista e minacce di morte di gruppi islamisti, via internet e facebook... Nadia El Fani si appella alla comunità artistica internazionale e chiede sostegno a favore della libertà di espressione, innanzitutto al Festival di Cannes dove il film sarà proiettato il prossimo 18 maggio, fuori concorso… leggi tutto...
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| di Neila Jrad |
| Martedì 15 Marzo 2011 |
Cosa succede nelle società del Magreb e del Maskrek da mesi teatro della protesta che ha visto milioni di cittadini e cittadine superare la paura dei dittatori e degli apparati di sicurezza che da decenni soffocavano brutalmente qualsiasi denuncia di malcontento e aspirazione alle libertà democratiche? La domanda circola in internet, insieme ad una certezza : la rivolta popolare ha spazzato via «le Repubbliche della Paura », indietro non si può tornare. « Dobbiamo proteggere la nostra primavera », scrive Amina di Tunisi, nel suo blog. Intanto nel paese la transizione resta caotica, mentre al confine con la Libia si accalcano migliaia di lavoratori stranieri cacciati dal regime, e in Egitto non si sa quale svolta prenderà il Consiglio supremo delle Forze Armate che pare ormai esercitare direttamente il potere. Pubblichiamo l’intervento presentato da Neila Jrad, giornalista tunisina, presidente dell’AFTURD, Association Femmes Tunisiennes pour la Recherche et la Documentation, alla Convention internazionale promossa recentemente a Roma dal Dipartimento Diritti e Pri Opportunità dell’Associazione Stampa Romana… leggi...>>
ARTICOLO CORRELATO. Egipt. Les droits des femmes sauront-ils trouver leur place dans des pays arabes en plein renouveau démocratique ? (clikka e leggi)
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| testimonianza su facebook |
| Domenica 06 Febbraio 2011 |
Tunisi. Sabato 29 gennaio, si è svolta sull'avenue Bourghiba la “Marche des femmes tunisiennes pour la citoyennité et l’ègalité” promossa da numerose associazioni femminili e di difesa dei diritti delle donne. Questa testimonianza, circolata prima su facebook, rilanciata da “Femmes sous lois musulmanes”, è di una intellettuale che ha partecipato alla marcia. A metà percorso, racconta la nostra testimone, "ci è piombato qaddosso un commando di teppisti, guidati da un “barbu”, un estremista islamico, che ha aggredito e picchiato molte delle partecipanti, gli uomini che sfilavano con loro, strappando i cartelli a difesa della libertà femminile e della laicità... “Ma noi donne abbiamo reagito e non ci lasceremo intimidire”… E ricorda ai barbus che ciascuno decide come vivere la propria religione, e che il Profeta diceva: « إن الجنة تحت أقدام الآمهات »… leggi...>>
Articoli correlati - La rivoluzione delle Gelsomine, di Béatrice Toulon, lesnouvelles, 29.01.2011 - Marie Antoinette a Tunisi, di Rachida Bouati, 17.01.2011 - La rivolta di Tunisi, in tre scene, di Rachida Bouati, 13.01.2011
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