| di Nella Condorelli |
| Domenica 20 Maggio 2012 |
Se mafia è pratica di vita che si sostanzia nella sopraffazione e nella violenza antidemocratica, mafioso nel senso pieno ed eversivo della parola è l’attentato alla scuola professionale femminile di Brindisi. Alle undici del mattino del giorno dopo, questa strana sospesa domenica di lutto e di lutti, mentre si rincorrono in tv le ultime notizie sulle dichiarazioni degli inquirenti, mentre prendono forma le ricostruzioni dell’esplosione, della telecamera che avrebbe ripreso la bestia all’azione, del suo identikit, delle tante ipotesi sulle appartenenze e gli scenari, un pensiero mi sorprende, e s’impone netto. E’ mafia comunque, questo agguato atroce. Martire di mafia è Melissa , vittime di mafia sono tutte le studentesse colpite...
sabato, 19.05,2012 - "L’ orrendo attentato di questa mattina alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, meta della carovana della legalità, ha per noi un chiaro significato politico" (...) women in the city aderisce al comunicato della Casa Internazionale delle Donne di Roma, LEGGI qui
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| por RIPVG |
| Mercoledì 02 Maggio 2012 |
americhe
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| di Rachida Bouati |
| Domenica 18 Marzo 2012 |
Marocco sotto choc per il suicidio di una ragazza di 16 anni, Amina el Filali, costretta dai genitori a sposare l'uomo che l'aveva stuprata. Grazie all'articolo 475 del Codice penale che annulla il reato di violenza se lo stupratore sposa la vittima, l'uomo era stato rimesso in libertà dal giudice tutelare dopo il consenso alle nozze della famiglia della ragazza, nonostante lei fosse contraria. Sabato 10 marzo, Amina ha ingerito veleno per topi. La notizia della sua morte, circolata dapprima su internet, ha fatto esplodere la rabbia delle associazioni femminili che da tempo chiedono la modifica “di questa norma infamante”. Manifestazioni e sit-in da Larache, dove viveva la ragazza, a Rabat a Casablanca, mentre la ministra per la Solidarietà, la Donna e la Famiglia, Bassima Hakkaouni, l'unica donna del governo Benkirame, è costretta sul canale televisivo 2M ad...
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| Administrator |
| Mercoledì 21 Dicembre 2011 |
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| inchiesta "Femmes du Maroc" |
| Giovedì 01 Dicembre 2011 |

A cinque anni dall'approvazione del Codice di Statuto personale riformato, Modawana, cifre e storie di vita quotidiana raccolte dalle associazioni raccontano che la legge rimane in gran parte inapplicata. A farne le spese sono sempre le donne. Colpa del peso di tradizioni sociali difficili da sradicare, e della mentalità patriarcale dei giudici cui tocca interpretare e applicare le norme. Bilancio dunque assai debole della Modawana, da mettere sul piatto della nuova assemblea costituente emersa dalle elezioni di fine novembre. Che hanno registrato anche nel regno cherifita di Mohamed IV l’affermazione dei partiti islamici… leggi.. >> vai alla photogallery con i ritratti di Leyla Essaidi, artista marocchina tra le più conosciute...
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| by Jezabel, traduzione di Monica Cosenza |
| Domenica 30 Ottobre 2011 |
Una giovane donna Sioux contro un’ azienda produttrice di biancheria intima e articoli per donna che, per la sua ultima collezione, ha pensato bene di utilizzare non solo il nome, Navajo, ma anche segni e disegni sacri alla cultura e identità degli Indiani d’America. Lei si chiama Sasha Houston Brown, e accusa la Urban Outfitters di Minneaopolis (che distribuisce anche in Italia) di furto e di appropriazione indebita del patrimonio culturale della Navajo Nation. L'azienda fa spallucce, ma la vicenda non si placa, e va avanti arricchendosi di nuovi particolari. I Navajo andranno in tribunale, come fu nel caso della Jeep Cherokee? Di mezzo, "non c’è solo l’interpretazione controversa dell’Indian Arts And Crafts Act, c’è la nostra coscienza collettiva ”, dice Susan Scafidi, Fordham University School of Law, fondatrice del Fashion Law Institute, esperta di diritto d’autore applicato all’industria dell’abbigliamento, contattata da Sasha Huston Brown per … leggi tutto ...
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| di Ellen Bravo ed Edith Prague |
| Venerdì 29 Luglio 2011 |

Mentre prosegue il muro contro muro tra democratici e repubblicani sulla questione del debito, segno inquivocabile che la campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali è già iniziata, la vita quotidiana degli Stati uniti è segnata dall’approvazione di leggi che suscitano dibattiti locali, ignorati dalla grande informazione internazionale ma rivelatori della posta in gioco. La scrittrice Ellen Bravo e la senatrice Edith Prague raccontano in questo reportage per women’s media center i retroscena della legge che il 1 luglio ha introdotto per la prima volta in uno stato Usa, il Connecticut, il congedo retribuito per malattia. Attualmente, sono 40 milioni i lavoratori e le lavoratrici che non hanno diritto per contratto neanche ad un giorno di malattia retribuito... leggi...
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| di Janet Marchisello |
| Mercoledì 29 Giugno 2011 |
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