| par Shareen Gokal, awid |
| Venerdì 26 Aprile 2013 |
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| di Anna Di Salvo |
| Venerdì 12 Aprile 2013 |
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| in redazione |
| Venerdì 15 Marzo 2013 |
Si svolgerà quest'anno a Roma, il convegno annuale della rete “Città vicine. Pratiche di relazioni tra città”, un'esperienza politica femminista nata a Catania nel 1998, dal gruppo La città felice, e da qui cresciuta negli anni tra donne e uomini di numerose città del nord e del sud del nostro Paese. Basata sulla politica della differenza, articolata sui temi dell'amore per la città ed il senso dell'abitare, Città Vicine ha tessuto negli anni un'importante rete di incontri e di lavoro, mettendo in moto analisi, elaborazioni e pratiche tra donne, e tra donne e uomini, della stessa città e di città diverse. “Il desiderio, dicono Anna Di Salvo e Mirella Clausi, tra le fondatrici del gruppo, è quello di ridisegnare i criteri e le trame che reggono in piedi i luoghi che abitiamo. Oggi le città sono anche matrici di nuove forme della politica e della lotta, vogliamo ragionare con il taglio della differenza su come affrontiamo i diversi problemi e le contraddizioni della vita attuale, quali conflitti teniamo aperti nelle diverse città in cui viviamo e che rendiamo vicine, attraverso una rete di libere relazioni.”...
DOCUMENTI - Presentazione del convegno - La città che vogliamo: interventi di Bianca Bottero, Laura Minguzi, Maria Castiglione. Il libro “Architetture del desiderio” di Anna Di Salvo, Bianca Bottero, Isa Faré
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| di Elvira Hernandez Carballido |
| Venerdì 08 Marzo 2013 |
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| di Nadia Fahmi-Eid, storica |
| Domenica 10 Febbraio 2013 |

In Tunisia come in Egitto, chi ha lottato perchè avvenissero le "primavere arabe" si sente oggi veramente tradito. All'indomani dei processi elettorali che dovevano concretizzare quel progetto rivoluzionario, tutti si rendono conto che il rischio di vedersi confiscare la loro rivoluzione è più che reale. Il punto è i partiti e i gruppi religiosi che dominano la scena politica martellano cittadini e cittadine per convincerli che sarebbe loro interesse votare Costituzioni mirate a sancire il carattere confessionale dello Stato. Lo fanno proclamando nello stesso momento l'adesione solenne ai principi fondamentali della democrazia. Basterà (dicono) esercitare il potere nel quadro di uno stato religioso “moderato”. Ma stiamo parlando di un simulacro di democrazia che, vuota della sua sostanza, produrrebbe la negazione stessa dell'idea di democrazia, visto che uno Stato religioso di tipo moderno – sia esso musulmano, ebraico, cristiano o altro -, significa eguaglianza di diritti “moderata” tra tutti i cittadini e le cittadine, e in particolare diritto ad una libertà d'espressione “moderata”... Uno scenario che nel quadro dei diritti delle donne assume...
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| in redazione |
| Giovedì 21 Giugno 2012 |
Parallelamente alla conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, nota come Rio + 20, è in corso a Rio de Janeiro, al Parco del Flamengo, il "Vertice dei Popoli per la giustizia ambientale e sociale contro la mercificazione della vita e della natura e per la difesa dei beni comuni". Al cuore delle discussioni, cui partecipano migliaia di attivisti provenienti dal Brasile e da altri Paesi del mondo, c'è la questione dello sviluppo dell'economia verde, promossa dall'agenda ufficiale di Rio+20 e duramente contestata dal vertice alternativo che denuncia l'applicazione alle risorse della natura del modello di sviluppo e produzione neoliberista responsabile dell'attuale crisi globale. Presenti al vertice, numerosi gruppi di donne alleate nella Marche Mondiale des femmes, che pongono l'accento critico sulla "green economy" partendo dall'aspetto patriarcale che... Pubblichiamo l'analisi della MMF sui lavori di Rio+20, ed i link per saperne di più e per seguire con la webradio-tv i lavori del Vertice...
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| di Nella Condorelli |
| Martedì 12 Giugno 2012 |
Il '68, la nascita dei collettivi femministi, l'autocoscienza, l'affare Moro, il Movimento del 77... E quelle radici del femminismo che abbiamo rimosso. Parte da lì, Gabriella Frabotta, e ricorda: “siamo in pieno ’68, a Roma, nel quartiere Prati, in via Pomponazzi. Qui si dà appuntamento un gruppo di donne, il collettivo Pomponazzi. In tutto siamo tre o quattro, una è “Manifesto”, poi cominciano a venire le altre, quelle di Lotta Continua. Quando arriva l’incontro con il collettivo Pompeo Magno, me le vedo ancora davanti come in un film, un nome per tutte: Edda Billi. Entrano, in noi c’è un senso di piccolo imbarazzo, percepiamo che lì, a Pompeo Magno, si sta sviluppando un discorso e un linguaggio femminista che ha poco a che fare con il nostro discorso femminista, ancorato nelle origini del ’68"... Inizia così la nostra conversazione con Gabriella Frabotta, psicanalista e femminista, secondo appuntamento del viaggio di witc nel femminismo storico italiano che si racconta e racconta alle giovani di oggi...
vedi anche Paola Di Cori, "Alla ricerca di un tempo mai perduto"
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