| traduzione di Letizia Cascio |
| Lunedì 10 Settembre 2012 |
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| Administrator |
| Lunedì 10 Settembre 2012 |
La sua elezione va ad irrobustire la schiera delle donne in politica potenti del continente americano. Parliamo di Pauline Marois, eletta lo scorso 4 settembre primo ministro in Quebec, la prima volta di una donna nella storia del paese. Pauline ha 63 anni, ed è in politica da circa quaranta. Una donna agguerrita, dicono di lei, che “apre le porte alle altre donne” e che ha saputo navigare contro venti e maree in un mondo di uomini. Una politica esperta (si è occupata – contemporaneamente!- di economia, lavoro, sanità, istruzione, conti pubblici), ma anche colei che ha riportato al potere il suo partito, Parti Québécois, dopo il crollo dei gli ultimi anni. Una personalità forte, e lo si è visto anche durante il comizio della vittoria elettorale funestato da un attentato, la sera del 5 settembre: lei è rimasta sul palco a rincuorare elettori ed elettrici. Ecco un ritratto ed un commento sulla nuova primo ministro come ci arrivano dalle nostre partner del Quebec, da leggere anche come una sorta di manualetto della...
Pauline Marois, sintesi di una carriera fuori dall'ordinario Pauline, appuntamento con la Storia, di di Luoise Chabot, presidente de "Central de Syndacat du Quebec"
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| in redazione |
| Domenica 03 Giugno 2012 |
Stati Generali dell’Azione e dell’Analisi Femminista in Quebec. Organizzati "venti anni dopo" dalla Federation des Femmes con l’obiettivo di fare il punto sul movimento femminista, uno dei più forti del continente nordamericano, pensiero, azione e sfide a venire. Al seminario, «Retraçons notre histoire, préparons nos luttes », hanno partecipato 350 attiviste che si sono interrogate sui temi e le alleanze che il movimento dovrà affrontare nei prossimi anni per una società ispirata dal progetto femminista. Spiega Alexa Conradi, una delle tre portavoci degli Stati generali, "abbiamo deciso di aprire un grande cantiere di lavoro che"....
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| traduzione di Marina Cascio |
| Martedì 18 Ottobre 2011 |

“SlutWalk”, marcia delle puttane. Niente a che vedere con le rivendicazioni dei movimenti di prostitute. La marcia partita nello scorso mese di aprile a Toronto protesta contro il sessismo e la colpevolizzazione delle vittime di violenze sessuali. Subito raccolta dalle donne di altri Paesi, dagli Stati Uniti all'Austrrlia alla Corea del Sud, SlutWalk ha lanciato dappertutto lo stesso provocatorio motto. Che però non sta bene alle donne afro-americane. Con una lettera aperta seguita da centinaia di firme, le associazioni delle donne nere hanno contestato l’uso della parola “slut”, puttana, per le sue implicazioni nella questione razziale, chiedendo un linguaggio e una pratica politica "che non perpetui strutture razziste e sessiste". Il dibattito si è acceso, e adesso arriva dalle Filippine anche la presa di distanza delle lavoratrici domestiche in lotta: il movimento delle donne non è monocratico… Pubblichiamo il testo della Lettera aperta delle afro-americane, apparsa il 1 ottobre scorso sul blog di Susan Brison in The Huffington Post… leggi tutto...
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| par Janice Raymond, CATW |
| Domenica 31 Luglio 2011 |
En 1999, forte de l’appui de plus de 70% de sa population, selon des sondages, la Suède a adopté une loi révolutionnaire qui a criminalisé l’acheteur de services sexuels. Cette loi faisait partie d’une loi omnibus visant à contrer la violence anti-femmes et elle se fondait sur la reconnaissance du système de la prostitution comme une violation de l’égalité des sexes. La législation suédoise reconnaît officiellement qu’il est inacceptable pour les hommes d’acheter des femmes à des fins d’exploitation sexuelle, que celle-ci prenne pour prétexte le plaisir sexuel ou le « travail du sexe ». La loi ne cible pas les personnes prostituées. Le juillet 2010, le gouvernement suédois a publié une évaluation des dix premières années d’application concrète de cette loi. En comparaison du ton discret et prudent du rapport, les résultat... leggi...
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| par Elaine Audet |
| Lunedì 28 Marzo 2011 |

Nel suo saggio “Le coeur pensant - Courtepointe de l’amitié entre femmes”, Elaine Audet, nota saggista femminista canadese, fondatrice del sito Sisyphe, un regard féministe, dedica un capitolo all’amicizia tra Rosa Luxemburg e Clara Zetkin, grandi teoriche e rivoluzionarie socialiste del primo Novecento, - nel 1907 Rosa ha fondato con Clara l’Internazionale socialista delle donne, nel 1911 hanno pensato anche la Giornata Internazionale delle donne -, e grandi amiche. Consapevoli di essere uguali, con una fiducia totale nelle loro rispettive capacità, aldilà delle divergenze sul piano politico e personale, amiche Rosa e Clara resteranno per tutta la vita, di quell’amicizia che è innanzitutto primato del cuore… Pubblichiamo un estratto dal capitolo, contributo sul senso e la pratica dell’amicizia tra donne, terreno spinoso delle relazioni di genere… leggi tutto...
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| par Johanne Jutras |
| Martedì 18 Gennaio 2011 |
Document produit pour le cours « Théories féministes » lors du séminaire FEM-6000, de la Faculté des sciences sociales à l’Université Laval, Décembre 2010...
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| par Salima Deramchi |
| Martedì 07 Dicembre 2010 |
Le hasard a fait que ce jour-là, le mardi 26 octobre 2010, j’eus entre les mains un journal, « La croix », ramassé dans le train. C’est ainsi que j’ai appris que des femmes et des hommes se sont retrouvés à Madrid pour réfléchir ensemble et relever le défi de « réinterpréter le Coran et la Charia dans une vision égalitaire ». D’emblée, l’article pose la problématique par la voix de « Houria Bouteldja ». Cette dernière serait exaspérée par la question de « l’incompatibilité entre le féminisme et l’islam » dans l’imaginaire occidental et, par-dessus tout, elle exprimait cette exaspération au nom des musulmanes de France... leggi...>>
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