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par Johanne Jutras
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Martedì 18 Gennaio 2011 11:19 |
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Document produit pour le cours « Théories féministes » lors du séminaire FEM-6000, de la Faculté des sciences sociales à l’Université Laval, Décembre 2010...
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di Gloria Feldt, womenmediacenter
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Lunedì 10 Gennaio 2011 20:27 |
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Il giovane uomo violento che ha volto la sua pistola semiautomatica contro le deputata dell'Arizona Gabrielle Giffords, in un supermercato di Tucson Safeway, di sabato, non ha solo colpito, ucciso o ferito, lei e altre 19 persone. Ha sparato un colpo al cuore della democrazia americana. Toccherà a leader in ascesa come Giffords - e a ragazze come Christina Green, nove anni, uccisa dall' arma da fuoco dell'aggressore pochi giorni dopo essere stata eletta al Consiglio degli Studenti della sua scuola -, trasformare la nostra comunità politica in un posto in cui le differenze possono essere discusse in modo sicuro... leggi...
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Giovedì 23 Dicembre 2010 13:42 |
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A Itaipu, Foz do Iguaçu, in Brasile, la Radio delle Madri della Plaza de Mayo firma la Dichiarazione sul ruolo e gli obiettivi dei media sociali per un'altra "America possibile" sottoscritta dalle organizzazioni della società civile di Brasile, Uruguay, Paraguay e Argentina, riunite nel Comitato Comunicazione all'interno del X vertice sociale del Mercosur... leggi la Dichiarazione...>>
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di Cynthia Rodriguez per Ossigeno per l'informazione
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Martedì 21 Dicembre 2010 09:56 |
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Chi è la giornalista messicana Anabel Hernandez che ha denunciato un piano di settori del governo per ucciderla? Cosa ha scritto di tanto pericoloso? I suoi scoop: dal “toalla gate” al trafficante che viveva in carcere come in un albergo di lusso, alle collusioni dei ministri con i narcos. In questo articolo, scritto per OSSIGENO a sostegno della campagna di solidarietà lanciata da Libera, il racconto di una giornalista che ha lavorato con lei... leggi..
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di Elena Ledda
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Lunedì 17 Gennaio 2011 22:03 |
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Sandra Rodríguez, giornalista de "El Diario di Juárez", specialista di temi politici, è anche un'esperta dei brutali assassini di donne che dal 1993 ad oggi hanno fatto a Ciudad Juárez, sul confine con gli Stati uniti, migliaia di vittime... Nel 2010, con Luz de Carmen Sosa ha ricevuto il Premio Reporter nel Mondo, per essere “ferme sostenitrici della libertà d’espressione in Messico, denunciando la lotta tra i cartelli per il controllo della droga, gli incalcolabili assassini di donne e il clima generale di violenza che si vive nelle strade del Messico”... In questa intervista, racconta la sua esperienza di giornalista investigativa e che cosa significa per lei, donna, lavorare sulla frontiera... leggi...>>
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Martedì 04 Gennaio 2011 19:46 |
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Candele accese, ogni lunedi a mezzanotte, davanti al palazzo del governo di Chihuahua e davanti alle sedi del governo del Messico nel mondo. E' la protesta decisa dai gruppi di donne e dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani dopo la morte di Marisela Escobado Ortiz, assassinata il 16 dicembre da un killer solitario mentre chiedeva giustizia per l'assassinio della figlia Rubì Marisol, di 16 anni. Lunedi 3 gennaio il primo sit.in, con la richiesta alle autorità statali e federali di convocare entro il 7 gennaio un tavolo congiunto tra organizzazioni della società civile e rappresentanti dei tre livelli di governo direttamente responsabili delle indagini sui brutali omicidi delle ragazze di Ciudad Juarez, la città più violenta del mondo, nelle terre battute dal narcotraffico al confine tra Messico e Stati uniti... leggi>>
CIMAC NOTICIAS, 4.01.11 Le duputate federali chiedono una Commissione d'inchiesta e l'appoggio del ministero degli esteri alla richiesta di asilo politico negli Stati uniti dei familiari della Escobedo
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por Sara Lovera
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Martedì 21 Dicembre 2010 17:49 |
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E' morta davanti al Palazzo del Governo di Chihuahua City, dove stava accampata da nove giorni. Colpita da un killer solitario con un colpo di pistola alla testa. Sciocca tutti in Messico, l'omicidio di Marisela Escobado Ortiz, conosciuta nel Paese e all'estero per la sua lotta con le madri di Justicia para Nuestra Hijas, le donne che a Ciudad Juarez lottano da anni per ottenere giustizia in nome delle figlie scomparse e uccise. “Non mi muoverò di qui sin quando l'assassino di mia figlia non sarà arrestato”, aveva detto Marisela prima di accamparsi sotto la croce di chiodi “Ni Una NI Mas”, con più di 300 nomi di giovani assassinate solo nel 2010... “Ci passerò anche la notte di Natale”, aveva promesso alle autorità, che le associazioni per i diritti umani accusano di negligenza al limite con la complicità... leggi...>>
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Lunedì 13 Dicembre 2010 15:18 |
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