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Inchiesta di Agnés Gruda, La Presse
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Mercoledì 08 Maggio 2013 09:33 |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Maggio 2013 11:26 |
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di Rachida Bouati
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Lunedì 07 Maggio 2012 15:49 |
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145 donne elette, in maggioranza nella lista del Front de Libération nationale (Fln), partito al governo, il vincitore assoluto delle elezioni legislative in Algeria. Il FLN conquista 220 seggi, seguito dal Rassemblement Démocratique National, partito laico (68 seggi) già alleato del FLN nel precedente governo. Secca sconfitta dell'Alleanza verde, l’accordo tra tre partiti islamici, che di seggi ne prende 48. 20 vanno al Parti de Travailleurs di Louise Hanoune (che protesta denunciando brogli) e 20 al Parti des Forces Socialistes, tornato al voto dopo il boicottaggio delle passate elezioni. Ma gli osservatori internazionali (500) concordano nel sostenere che le elezioni si sono svolte regolarmente. Le donne elette sono dunque il 31, 39 dei parlamentari, nella precedente legislatura erano il 7 %, un aumento dovuto alla legge che introduce la quota di un terzo di candidature femminili obbligatorie in tutte le elezioni, pena la decadenza delle liste. L'obiettivo del presidente Bouteflika, acceso sostenitore della legge a lungo contrastata dai conservatori in parlamento, di portare il 33% di donne nelle assemblee popolari è dunque...
ARTICOLI CORRELATI: Statuto: candidata, requisito: velata, meglio se in niqab, di Rachida Bouati - Algeria, due generazioni dopo, intervista di Ganhia Lassal a Wassila Tamzali
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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Maggio 2012 14:10 |
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Traduzione di Rachida Bouati
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Venerdì 02 Settembre 2011 19:12 |
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Per le strade della città conservatrice di Zenten, lo sguardo delle donne non s’incrocia mai. Davanti ai muri dove i graffiti proclamano “Free Libya” svaniscono come fantasmi neri, nascosti sotto il niqab. Nelle case, l’arrivo di un uomo estraneo crea il panico, e le donne fuggono come api. Eppure, l’aria della rivoluzione le ha già toccate. Sin dall’inizio dell’insurrezione, in molte hanno raggiunto per strada gli uomini gridando “Abbasso Gheddafi”. Sperano che la rivoluzione le aiuti ad emanciparsi. Nei villaggi berberi dell’ovest, invece, le libiche sono tradizionalmente più emancipate. A Yefren, non portano il velo per strada. “Già sotto il regime di Gheddafi, eravamo l’avanguardia femminista”, dice Twzeen Ali Aboud, studentessa di 20 anni. Oggi, vogliamo andare ancora più lontano... leggi tutto...
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par Massan d’Almeida, awid
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Lunedì 01 Agosto 2011 16:43 |
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Le elezioni generali per la nuova Assemblea Costituente tunisina, previste per il 24 luglio, sono state rinviate al prossimo 23 ottobre. Si voterà con la norma approvata lo scorso 11 aprile dal Governo di transizione che istituisce (per la prima volta in un Paese musulmano) la parità totale e l’alternanza obbligatoria delle candidature uomo-donna in tutte le liste elettorali. Il movimento delle donne si prepara ad esserci, nonostante difficoltà ed incomprensioni sul testo della nuova legge di parità non abbiano risparmiato il dibattito interno. Intervista a Radhia Bel Haj Zekri, presidente di AFTURD (Association des Femmes Tunisiennes pour la Recherche et le Développement) sui retroscena dell’approvazione della legge di parità e sul suo significato per le donne e per la società tunisina... leggi...
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Ultimo aggiornamento Sabato 03 Settembre 2011 17:57 |
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traduzione di Letizia Cascio
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Lunedì 04 Giugno 2012 15:41 |
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La vicenda di Amina el-Filali, la sedicenne marocchina che si è impiccata dopo essere stata costretta dal tribunale a sposare il suo stupratore, porta in primo oltre alla questione della legge sullo stupro quella dei matrimoni delle minorenni, uno dei soggetti tabù della società islamica. Tanto in Marocco quanto in Egitto, per citare i due paesi dove la questione è apertamente all’ordine del giorno, con disegni di legge al parlamento, è scontro tra i/le militanti dei diritti umani e gli islamisti al governo convinti assertori che l’età minima del matrimonio, per le donne, debba essere fissata a nove anni! Tutta colpa...
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Ultimo aggiornamento Martedì 10 Luglio 2012 20:14 |
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Intervista a Wassila Tamzali di Ghania Lassal
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Martedì 24 Aprile 2012 15:58 |
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L’Algeria celebra quest’anno il 50.simo anniversario della conquista dell’indipendenza dalla Francia. Il prossimo 2 luglio saranno appunto cinquant’anni dalla firma del trattato che nel 1962 ha decretato la partenza dei francesi da Algeri, ponendo fine alla guerra tra la Resistenza algerina ed i battaglioni militari inviati da Parigi. Termina più di un secolo di colonizzazione del Paese che la Francia si ostina a definire Provincia d’Oltremare. Esulta l’FLN, il Front de Liberation Nationale, fondato nel 1954 da Amhed Ben Bella, che ha guidato la lotta di Liberazione. Una lotta cui ha partecipato tutto un popolo, uomini e donne, epicamente descritta ne “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorco, una delle più significative rappresentazioni della volontà di libertà ed autodeterminazione dei popoli. Ben Bella è scomparso l’11 di questo aprile, a 93 anni, l’Algeria che oggi lo commemora è un’altra. Wassila Tamzali, intellettuale e scrittrice, testimone in prima persona, parla di quella e di questa sua Algeria, a partire dai destini delle donne che pur di quella lotta…
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Ultimo aggiornamento Domenica 13 Maggio 2012 18:08 |
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par Massan d’Almeida, awid
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Lunedì 01 Agosto 2011 16:43 |
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Le elezioni generali per la nuova Assemblea Costituente tunisina, previste per il 24 luglio, sono state rinviate al prossimo 23 ottobre. Si voterà con la norma approvata lo scorso 11 aprile dal Governo di transizione che istituisce (per la prima volta in un Paese musulmano) la parità totale e l’alternanza obbligatoria delle candidature uomo-donna in tutte le liste elettorali. Il movimento delle donne si prepara ad esserci, nonostante difficoltà ed incomprensioni sul testo della nuova legge di parità non abbiano risparmiato il dibattito interno. Intervista a Radhia Bel Haj Zekri, presidente di AFTURD (Association des Femmes Tunisiennes pour la Recherche et le Développement) sui retroscena dell’approvazione della legge di parità e sul suo significato per le donne e per la società tunisina... leggi...
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di Béatrice Toulon, lesnouvelles.fr
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Mercoledì 13 Luglio 2011 13:47 |
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Approvata in Marocco la nuova Costituzione. Propone una monarchia costituzionale e afferma l’uguaglianza uomo-donna. Ma il movimento delle donne si chiede quali strumenti saranno veramente messi in atto per innescare quel processo di cambiamento della mentalità che è il vero grande ostacolo all’emancipazione delle donne. E’ avvenuto con la riforma della Modawana del 2004 che ha reso la donna pressappoco eguale all’uomo, accordando per esempio alla madre un’autorità eguale a quella paterna nella famiglia, autorizzando il divorzio su richiesta della moglie, limitando il ripudio e la poligamia, migliorando i diritti in materia di eredità…Ma tante di queste norme non hanno avuto decreti d’applicazione, ed altre non sono state semplicemente applicate dai tribunali. Nell’entourage del re, come tra le associazioni femministe, si sa che il problema è proprio questo… leggi...
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