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di Monica G. Prieto
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Lunedì 07 Gennaio 2013 02:03 |
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Il dramma dei rifugiati siriani in Libano in questo reportage da Masnaa, alla frontiera tra i due paesi. Non ne parla quasi nessuno, ma sono 150mila. Vanno ad aggiungersi agli oltre 150mila lavoratori stagionali che non possono rientrare in Siria per la guerra. Il governo libanese nega a tutti lo status di rifugiato, ma starebbe studiando un piano con fondi della comunità internazionale per accogliere l'ondata di profughi che, secondo l'ONU, conterà almeno 300mila persone entro l'estate. Intanto, chi poteva affittare una stanza, anche a peso d'oro, lo ha fatto; agli altri non rimane che sperare in ripari di fortuna, tende arrangiate con sacchi di plastica e pezzi di legno, su lotti di terreno di campagna comunque da pagare. E' la storia della famiglia di Fayad, 49 anni, lavoratore stagionale con moglie e 11 figli a carico, di Azhar, 23 anni, che ha dato alla luce suo figlio mentre....
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Ultimo aggiornamento Sabato 26 Gennaio 2013 21:28 |
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in redazione
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Domenica 25 Marzo 2012 15:47 |
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Ultimo aggiornamento Domenica 25 Marzo 2012 15:51 |
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Martedì 15 Marzo 2011 17:18 |
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por Xixili, Talìs
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Mercoledì 22 Settembre 2010 17:17 |
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Arriva l'inverno, nelle regioni del Pakistan colpite dall'inondazione di luglio. Nel Baltistan, dove la temperatura scende sino a 20 gradi sotto zero, la gente dovrà affrontarlo senza case, senza cibo. Acqua e fango ricoprono i campi di grano e i frutteti, unica ricchezza delle famiglie contadine. Una testimonianza da Talis, piccolo villaggio del fondovalle, specchio della tragedia del Paese... leggi in italiano vér mas
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in redazione
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Domenica 25 Marzo 2012 15:57 |
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Ultimo aggiornamento Domenica 25 Marzo 2012 16:02 |
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traduzione di Letizia Cascio
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Domenica 25 Marzo 2012 12:36 |
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Qualche giorno fa, durante la presentazione a Madrid dei risultati 2011 del gruppo Inditex – per intenderci, i proprietari del marchio di abbigliamento femminile Zara che spopola anche in Italia -, un giornalista della televisione pubblica francese France 2 ha contestato al presidente Pablo Isa le condizioni di lavoro negli stabilimenti dei suoi fornitori indiani, rivelando che la tv metterà in onda in maggio un documentario che dimostrerebbe lo stato di schiavitù in cui continuano a lavorare migliaia di bambine operaie dello stato di Tamil Nadu. La denuncia, ultima in ordine di tempo, fa riferimento al rapporto 2011 Captured by cotton (del Centre for Research on Multinational Corporations) che mette alla sbarra una dozzina di multinazionali, tra cui Tommy Hilfiger, Timberland, Marks&Spencer, H&M, El Corte Inglés, Inditex, Cortefiel, e le italiane Diesel e Gruppo Coin...
L’articolo che pubblichiamo è ripreso dal giornale spagnolo El Confidential. Pubblichiamo anche la versione integrale di Captured by cotton con i riferimenti i marchi Diesel e Gruppo Coin
LEGGI ANCHE: Bambini e bambine lavoratori: 74 esperti internazionali chiedono all'ONU un nuovo approccio [leggi] - L'indiana Nandana Reddy, fondatrice de The Concerned For Working Children per il Diritto alla Partecipazione dei bambini lavoratori, proposta dal Parlamento norvegese come Premio Nobel per la Pace 2012 [leggi ]
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Aprile 2012 18:44 |
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Martedì 14 Dicembre 2010 12:59 |
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La Corte Suprema saudita ha confermato la condanna a morte per Rizana Nafeek, sri-lankese, accusata nel 2005 di aver ucciso un neonato, figlio dei suoi ricchi padroni. 22 anni, famiglia poverissima alle spalle, vittima di un processo dalle molte ombre, Rizana potrebbe essere impiccata se il re ratificherà la condanna. Accendiamo i riflettori sulla mobilitazione delle organizzazioni a difesa dei diritti umani per la salvezza della ragazza, Caritas Sri Lanka appoggia la campagna “Save Rizana”, cattolici e musulmani pregano insieme... leggi...>>
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