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La RAI e le donne, atto secondo PDF  | Stampa |
(n.c.)   
Venerdì 09 Marzo 2012 20:38

 

 

 

Milano-Roma, 15 marzo 2012 - “Avviare repentinamente il confronto, convocando al più presto il Tavolo di concertazione con la RAI, come peraltro da Lei stessa dichiarato” nel corso del convegno “Uno sguardo diverso. Le donne e la RAI, due mondi complessi a confronto”, organizzato lo scorso 7 marzo nella sede centrale dell’azienda, in viale Mazzini, a Roma. 
E’ il senso della lettera inviata alla diettrice generale Lorenza Lei, lunedi 19 marzo, dalle rappresentanti delle associazioni e degli organismi di pari opportunità intervenute a quel convegno, promosso dalla CPO RAI con l’intento di aprire uno spazio di confronto per un cambiamento dell’immagine delle donne nel principale media italiano, la RAI Radiotelevisione Italiana.
In quella occasione, recependo il lavoro e le richieste avanzate nel corso del 2011 dalle associazioni ed organismi che da anni lavorano su questi temi, - una rete che si avvale al suo interno anche della competenza specifica di giornaliste, di operatrici della comunicazione audiovisiva, di docenti universitarie esperte delle tematiche di genere -, la direttrice generale Lei aveva concordato sulla necessità di un “nuovo corso” del sistema di servizio pubblico nella rappresentazione del femminile veicolata quotidianamente dai suoi canali, annunciando anche la realizzazione di un programma in 12 puntate, “Talento Donna”, affidato al canale RAI5. Annuncio accolto certamente con soddisfazione da parte delle invitate al dibattito, ma che non esaurisce in se l’enorme questione di una nuova e diversa visione e rappresentazione delle donne nel sistema d’informazione pubblica.

La questione infatti non è tanto quella di dedicare un programma “alle donne” che, per quanto accurato, rimane pur sempre uno spazio circoscritto, ed in quanto tale esposto al rischio di una nuova stereotipizzazione del femminile, quanto quella di modificare il generale approccio culturale nell’ottica di una piena cittadinanza delle donne, soggetto/oggetto dell’informazione e della comunicazione di servizio pubblico, nell’Italia di oggi.
Una sorta di rivoluzione copernicana applicata alla RAI, per passare dalla innaturale ingessatura degli ultimi anni - che hanno escluso piuttosto che includere talenti e competenze, ma anche denunce e bisogni -, alla tv delle cittadine e dei cittadini, intergenerazionale ed interculturale, pienamente consapevole, dunque rappresentativa, dei volti e dei cambiamenti sociali del Paese.
Da qui, la necessità, - sostengono le firmatarie della lettera, “visto che anche il dibattito in corso sul futuro dell’azienda rischia una volta di più di disinteressarsi dell’apporto delle donne” -, di avviare repentinamente il Tavolo di concertazione, promesso dalla direttrice Lei alla presenza di alti esponenti del Governo e delle istituzioni, come laboratorio creativo di confronto e scambio. Un luogo in grado di contaminare positivamente tutti i canali del servizio pubblico, compresi quelli generalisti che raggiungono quotidianamente milioni di telespettatori e telespettatrici, assumendo una grossa responsabilità nella formazione presso il pubblico più giovane del sentimento di rispetto della persona-Donna e della dignità femminile.

La lettera, inviata per conoscenza anche alla ministra del Lavoro con delega alle Pari Opportunità Elsa Fornero, ed alla presidente della CPO RAI Maria Pia Ammirati, è firmata da Donatella Martini, Gabriella Cims, Nella Condorelli, Cristina Molinari, Francesca Brezzi.


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Roma, 8 marzo 2012 -  “E’ importante rompere gli schemi, mettere in discussione il meccanismo decisionale e cambiare con atti concreti". Ha aperto così il suo intervento la ministra del lavoro e delle politiche sociali con delega alle pari opportunità, Elsa Fornero, al convegno organizzato dalla Commissione Pari Opportunità della Rai, presieduta da Maria Pia Ammirati, “Uno sguardo diverso. Le donne e la Rai, due mondi complessi a confronto”, che si è svolto mercoledì 7 marzo nella Sala degli Arazzi della sede di viale Mazzini.

Promosso con l’intento di concretare il confronto con i vertici Rai chiesto dalle associazioni e reti di donne che, nel corso del 2011, hanno scritto alla direttrice generale denunciando la rappresentazione delle donne nel servizio pubblico, e chiedendo un concreto cambiamento di rotta, il convegno ha rappresentato anche la prima iniziativa  pubblica della CPO Rai, organismo per la parità e le pari opportunità in azienda, sui temi legati al riequilibrio della rappresentanza, rappresentazione e lavoro.
Nella sala stracolma, moltissime le associazioni presenti, hanno preso la parola la direttrice generale RAI Lorenza Lei, la ministra Fornero, la vice presidente del Senato Emma Bonino, Roberto Rao della Commissione di Vigilanza Rai, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni invitate al dibattito.

“Indubbiamente dobbiamo migliorare ancora tanto, ed il primo passo da fare è saper condividere, saper amalgamare bene tutte le esperienze per poterne fare un ragionamento unico e lineare”: aprendo i lavori, dopo la proiezione di un video “Uno sguardo diverso”, a cura di Maria Pia Ammirati e Giovanna Pensabene, Lorenza Lei ha nei fatti ammesso il vuoto d’informazione reclamato dalle associazioni, annunciando una new entry, “Talento Donna”, spalmata in dodici puntate, nel palinsesto di Rai5. Lei ha parlato anche della realizzazione del monitoraggio sull’immagine delle donne nel servizio pubblico previsto dal contratto di servizio 2010-2012, che sarà affidato all’Osservatorio di Pavia. “Attraverso la produzione dei dati raccolti sull’intera programmazione delle tre reti Rai nella fascia del prime time – ha spiegato – si potranno individuare e correggere gli sbagli.”.
“La Rai tira su o manda giù?”, ha sorriso, ma non tanto, Elsa Fornero intervenendo subito dopo la direttrice generale. Poi, commentando i documenti proposti dal video, materiali d’archivio forniti da Rai Teche diretta da Barbara Scaramucci, - con Bianca Berlinguer le due uniche donne al vertice di un canale Rai -, la ministra ha posto anche la questione della rappresentazione mediatica del lavoro femminile: “se negli anni cinquanta la domanda ricorrente era perché una donna lavora, oggi ci si deve chiedere perché una donna lavora così poco. Per la donna il lavoro non è ancora l’espressione della propria personalità, ma piuttosto è un diritto da reclamare.”. Fornero ha quindi dichiarato alcuni suoi obiettivi per l'occupazione quali l’inclusione nel mercato del lavoro degli over 50, i congedi di paternità, la conciliazione del lavoro uomo/donna, la legge contro le dimissioni in bianco, e ha chiesto al direttivo RAI coraggio nel selezionare le persone, i progetti ed i programmi, dando spazio al merito ed alla competenza femminili. Contro modelli femminili non rappresentativi della realtà delle donne.

Meglio chiamarli con il loro nome: modelli stereotipati, replicati e perpetuati, “ai quali ci hanno costretto ad assuefarci, e che rendono impossibile la produzione di opinioni. Il pluralismo nel servizio pubblico non è rappresentato, e l’unica rappresentazione del femminile che va per la maggiore è monca e limitante.”. E’ la vice presidente del Senato Emma Bonino a mettere quindi i puntini sulle i, nominando una parola chiave del cambiamento: pluralismo. Per le donne, significa che “la RAI stessa diventi un incubatore di idee”, che il punto di vista femminile abbia eguale spazio di quello maschile, che il programma annunciato dalla direttrice generale non si trasformi in una riserva indiana ma sia capace di contaminare gli altri programmi, di avere effetti anche sulla televisione generalista. “Prima di tutto, ha concluso Bonino, “è però importante che noi tutte impariamo ad essere più esigenti.”.

Temi ripresi negli interventi che hanno animato il dibattito, da quello di Lella Golfo sull'importanza della legge sulle quote di genere nei CDA delle imprese (che troverà applicazione dal 12 agosto 2012),  a Vittoria Franco sul pluralismo della rappresentazione femminile, a Mariella Zezza, assessora al Lavoro della Regione Lazio, a Isabella Rauti, consigliera della Regione Lazio, e presenti nelle domande poste dalle rappresentanti delle Cpo, reti e associazioni, Gabriella Cims, Nella Condorelli, Mirella Ferlazzo, Donatella Martini, Cristina Molinari. Per esempio: produrre informazione con ottica di genere è una competenza? Che si aspetta ad applicare tutti gli emendamenti che riguardano il principio di genere previsti nel contratto di servizio pubblico? A riequilibrare la presenza di donne e uomini nelle trasmissioni di approfondimento, per esempio nei talk show politici, oggi tutta a sfavore delle donne? E a proposito della pubblicità: come definire ciò che è lesivo della dignità femminile, tenendo d’occhio i mutevoli volti di tutte le censure, trappole senza scampo per la libertà delle donne? 
La questione è culturale, hanno sottolineato tutte. Azienda di servizio pubblico produttrice di cultura per mission, la RAI non può sottrarsi alle richieste delle donne, cittadine, che ne sono soggetto e oggetto:  “chiediamo un’immediata inversione di tendenza rispetto ad una lunga, troppo lunga stagione di grossolana incultura non ancora conclusa.”.
Anni opachi, che hanno confinato la rappresentazione del femminile in un modello unico, riflesso di un immaginario maschile che le riconosce solo come corpo/pezzo di carne. Un modello antistorico, in tutti i sensi.

Non stupisce dunque che sia la società civile delle donne a scuotere adesso la RAI, chiedendo il conto di questa lunga, troppo lunga, stagione di grossolana incultura, non ancora conclusa, e rivendicando il diritto di partecipare a pieno titolo anche al dibattito sul futuro dell’azienda di servizio pubblico.
Intanto, la richiesta avanzata dalle associazioni nel corso del dibattito è quella di un laboratorio di confronto e scambio, nelle tre sedi del nord, centro e sud. La direttrice generale ha risposto confermando l’impegno ad avviare il tavolo congiunto.
La mattinata si è conclusa con un breve intervento di Ilaria Capitani, Cpo Usigrai, che ha accennato alla ricerca sulle donne nei sistemi radiotelevisivi pubblici europei realizzata in occasione dell’Otto marzo, con un questionario diffuso a giornalisti e giornaliste sul lavoro in azienda, e la firma di Lorenza Lei della Carta per le Pari Opportunità dell’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità.
Non rimane che aspettare che alla parole seguano i fatti.

ha collaborato Adriana Apicella 

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Marzo 2012 11:03
 

Appuntamenti

Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio


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