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Sexism on TV: Changing Form, but Ever-Present PDF  | Stampa |
di Madeleine Gyory, women's media center   
Lunedì 06 Febbraio 2012 15:48

 



 

"La battaglia dei sessi in tv è andata oltre. Adesso gli spettatori devono scegliere tra questa e il sessismo ".
In un articolo del 10 gennaio scorso, per la sezione Arts/Television del  New York Times, Alessandra Stanley affronta la tendenza sessista onnipresente nella sit-com televisiva. L’articolo di Stanley si distingue però da altri attacchi più convenzionali verso il  trattamento sessista dell’immagine femminile nei media. L’autrice analizza infatti un nuovo tipo di commedia che recentemente si è imposta nell’intrattenimento e nel giro di Hollywood: quella con personaggi di donne grevi, barzellette maschili offensive, e sesso.

Riferendosi soprattutto a "Are You There, Chelsea?" e "Whitney", commedie con due stelle femminili del comico note per il loro umorismo volgare, Stanley si chiede se questo sia sufficiente a segnare la differenza... 
Spiega:  "Incoraggiati dal successo delle "damigelle ", i dirigenti televisivi hanno accolto commedie che mostrano ubriachi, donne single che maliziosamente parlano di masturbazione, malattie veneree e mestruazioni.”. 
Ma con tutto questo afflusso di “donne-driven” nella commedia, Chelsea Handler e Whitney Cummings non possono apportare niente di nuovo (o femminista) alla griglia del prodotto; i loro contenuti, piuttosto che spingere indietro il sessismo in tv, sembrano semplicemente la stessa offerta in forma diversa.

Stanley affronta anche un altro aspetto della questione: la nuova sitcom "Work It", che si concentra su due uomini che si travestono per superare l’affollata concorrenza per un posto di lavoro nel corso di una "mansession." Lo spettacolo è stato oggetto della satira dai media ed è stato attaccato da The Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD) per la sua palese presa in giro della comunità transgender.”.

Il punto più interessante dell’articolo di Stanley, anche se sottolineato indirettamente, è che il genere comico televisivo si basa ancora su stereotipi di genere per far ridere.
Certo, ora abbiamo il nuovo tipo della ragazza greve che beve tonnellate di alcool e dorme in giro. Il problema è che siamo di fronte ad uno stereotipo intriso di pregiudizi di genere che  ripropone ancora le donne come creature le cui vite ruotano intorno a come trovare un uomo.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Marzo 2012 13:48
 

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