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Attivismo Mentre la cannabis veniva inclusa nelle sostanze stupefacenti, aumentavano gli sforzi dei comuni cittadini per porre fine al probizionismo. Nel 1970, fu creata negli Stati uniti l’organizzazione Norml con l’obiettivo della depenalizzazione. Nel 1998, in occasione della sessione speciale delle Nazioni Unite sulla Droga, le lotte per ottenere un cambiamento nelle politiche generali si unirono a livello internazionale, e venne creata la Coalizione internazionale per Politiche Giuste ed Efficaci, formata da più di 200 organizzazioni ed attivisti di tutto il mondo, firmatari del manifesto omonimo. La Coalizione nacque su iniziativa dell’ECOD, rete europea fondata nel 1994 da un gruppo di ong che lavoravano nell’ambito delle droghe e dello sviluppo, con a capo l’olandese Joep Oomen. Nel 2000, durante un’assemblea ristretta, si permise l’accesso anche ad organizzazioni di utilizzatori ed utilizzatrici, e tra loro ai cannabici. Mentre il numero dei membri cresceva, il focus della rete si concentrò sulla sensibilizzazione dei paesi produttori di droghe proibite, e sulla necessità di esigere riforme nelle politiche delle droghe europee e internazionali. In Spagna, la prima associazione cannabica che si conosce fu la Asociación de Consumidores de Derivados del Cannabis, creata a Madrid nel 1987, ma comunemente la nascita del movimento associativo si attribuisce alla fondazione dell’Asociación Ramón Santos de Estudios del Cannabis (ARSEC) a Barcelona, 1991, che diede vita alla protesta della coltivazione collettiva in Spagna. Dopo l’ARSEC, sono nate su tutto il territorio statale un gran numero di associazioni con caratteristiche, obiettivi e in qualche caso nomi simili; AMEC, SECA, ARSECA, etc. Salvo qualche rara eccezione come l’ ARSECA di Fernanda de la Figuera,sono tutte presiedute da uomini.
A partire dal 1996, la ARSEC di Bercellona promosse una serie di incontri di attivisti di differenti parti del paese, e nacque l’idea di formare un Coordinamento statale per la depenalizzazione della Cannabis, che si materializzò nella Federazione delle Associazioni pro-cannbis creata nel 2003. La sua prima presidente fu Fernanda de la Figuera, sostituita nel 2005 da Martin Barriuso. La mobilitazione pro-cannabis nasce in parallelo con l’inizio del movimento antiproibizionista, attraverso la “Plataforma Alternativa sobre Drogas” del 1989, formata da giudici, polizia, politici, giornalisti, sindacalisti e leader dei movimenti di quartiere, ai quali si unirono figure stimate in ambito giudiziario e il Collegio degli Avvocati di Barcellona al completo (J.C. Usó, op. cit., pág. 378; M. Barriuso, “Propuesta de modelo legal para el cannabis en el Estado español”, en Eguzkilore.Cuaderno del Instituto Vasco de Criminología, n.º 19, 2005, págs. 151-168). Nel 1991, la Plataforma por la Legalización presentò un manifesto sottoscritto da 500 professionisti della Sanità, Educazione, Diritto e Cultura di Euskadi. Un anno dopo, il Gruppo di studio di Politica Criminale, formato da giuristi di prestigio, pubblicò la “ Propuesta alternativa a la actual política criminal sobre drogas”. A partire da questo momento, la nascita di riviste come CÁÑAMO, l’apertura di forum su internet, come Cannabis Cafè, contribuirono alla formazione di un atteggiamento di tolleranza verso l’uso della cannabis. Nonostante la scarsa omogeneità, la mancanza di risorse e lo scarso impatto sociale (M. Barriuso, “Adiós al guetto: el discreto encanto de la normalidad”, en Revista Española deDrogodependencias, vol. 30 (1-2), 2005, págs. 206-212), possiamo affermare che le proposte più trasgressive a livello internazionale sono venute dunque dall’attivismo spagnolo con le piantagioni collettive prima, e poi con i club sociali di cannabis (CSC).
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