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Quando si parla di donne e povertà, nel vecchio Continente PDF  | Stampa |
di Christiane Marty   
Martedì 13 Dicembre 2011 18:23

 

 

 

 

La crisi finanziaria, economica e sociale ha effetti molto negativi su tutta la società, ma ha ripercussioni particolarmente gravi sulle donne, nel mercato del lavoro e nella vita privata.
Dappertutto, come vedremo, le donne sono le più esposte alla precarietà sul lavoro, al licenziamento, alla povertà, e le meno garantite dal sistema di previdenza sociale. Nei periodi di recessione, le persone già minacciate dalla povertà, dunque in maggioranza le donne, diventano ancora più vulnerabili, soprattutto quelle oggetto di discriminazioni multiple: madri single, giovani, anziane, immigrate, minoranze etniche…

Le politiche di austerità messe in atto in Europa fanno pagare la crisi ai/alle salariati/e pensionati/e, disoccupati e disoccupate, ecc, risparmiando i veri responsabili, le grandi banche e la finanza.
Ma c’è un’ingiustizia in più che va citata: ignorando qualsiasi analisi relativa agli effetti differenziati della crisi su uomini e donne, non solo queste politiche non fanno niente per correggerli, ma li aggravano.
I tagli ai bilanci pubblici avranno dunque come effetto l’aumento delle ineguaglianze, la disoccupazione femminile, la femminilizzazione della povertà, la precarizzazione del lavoro, in particolare quello femminile, il loro lavoro invisibile tra le mura domestiche. All’inefficacia delle misure governative, si aggiunge una doppia ingiustizia.

Questo testo si propone di mettere in evidenza questi elementi, in particolare nei Paesi europei.
E’ un primo lavoro quadro, che non pretende di essere esaustivo. Gli effetti dell’austerità in alcuni settori sono trattati in maniera più elaborata, altri sono descritti più genericamente, per mancanza di dati di genere. Ma è indispensabile che questo ambito venga divulgato il più possibile, non per considerare le donne come vittime ma perché esso dimostra con forza l’ingiustizia di politiche che colpiscono duramente popolazioni già in condizioni di ineguaglianza.
Il potenziale di mobilitazione delle donne, ma anche degli uomini, sarà più forte dei piani d’austerità e i suoi effetti di genere conosciuti da tutti. Le donne sono attrici indispensabili nei movimenti sociali e nella costruzione di alternative alle politiche attuali. Devono dire la loro, fare  proposte e farsi ascoltare.

Dire che le donne devono far ascoltare, lungi dal rinviare ad una posizione essenzialista, conferma una realtà: il lavoro di responsabilità famigliare, dei bambini e delle persone non autosufficienti, e più generalmente dell’economia di cura, porta direttamente a misurare le carenze o gli arretramenti nei servizi pubblici, nella protezione sociale e nella soddisfazione dei bisogni sociali fondamentali.
Se, per tornare ad una massima conosciuta, l’esistenza determina la coscienza, le donne possono avere un punto di vista e priorità differenti nelle risposte da dare alla situazione attuale, nella scelta dei contenuti della produzione, nella maniera di organizzare le cure, la sicurezza sociale, il benessere collettivo, e la partecipazione democratica dei cittadini alle decisioni.
Di fronte all’ampiezza ed alla persistenza della disuguaglianza tra i sessi, di fronte all’impatto estremamente negativo della crisi, ai suoi effetti sulle ineguaglianze, e tenuto conto dell’inefficacia delle politiche condotte, le alternative da costruire devono mirare a garantire giustizia economica e sociale tra i sessi…., che è una delle migliori misure del livello di progresso raggiunto da una società.

In Europa, come dappertutto, gli uomini e le donne non hanno lo stesso posto nel mercato del lavoro e nella sfera privata in ragione delle ineguaglianze di genere: maggioranza di occupazione femminile nei lavori informali, precari e a basso salario, e sottorappresentazione a tutti i livelli del processo di decisione nel settore economico. Da questa differente situazione dipende l’impatto differente della crisi su uomini e donne.



Ultimo aggiornamento Domenica 08 Gennaio 2012 16:54
 

Appuntamenti

Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio


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