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Il colore e la luce. Berthe Morisot in mostra PDF  | Stampa |
di Gloria Altés   
Lunedì 21 Novembre 2011 23:36

 

  


La pastorella nuda, 1891



Quando Berthe Morisot espone le sue tele al Salon per la prima volta, nel 1864, l'Ecole des Beaux-Arts di Parigi non accetta donne tra i suoi allievi. Lo farà solo più di trent’anni dopo, nel 1897.
Ma adesso, in questi anni di metà Ottocento, tra il 1857 ed il 1864,  Berthe e sua sorella Edma devono accontentarsi di copiare da lontano i capolavori del Louvre, lavorando sodo nell’atelier di Joseph Guichard, allievo di Ingrés e Delacroix, il maestro di pittura che i genitori, coppia benestante, amante dell’arte e degli artisti, hanno scelto per loro. Berthe già detesta la pittura di atelier e gli accademismi della tradizione, sogna di dipingere paesaggi, sogna un mondo di colori pastello, quel “senso delicato del colore e della luce”, per usare la frase di un critico, che tra qualche anno farà la rivoluzione nella rappresentazione pittorica. Tocco eccellente d’arte.
Guichard l’ha capito, è il 1864 quando presenta a Berthe Camille Corot, e si fa da parte.

Nasce così il talento pittorico di Berthe Morisot, la grande e unica pittrice impressionista del XIX secolo, oggi meno conosciuta dei suoi colleghi uomini, certo, ma in certe tele più geniale di loro. Stiamo parlando di artisti del calibro di  Renoir, Degas, Monet, Cézanne, Mallarmé, pittori e poeti ai quali Berthe fu legata da grande e intensa amicizia e complicità artistica. 
Dimenticata via via dalla critica del Novecento, ricordata più come modella di Manet che come grande artista impressionista, Berthe Morisot è stata invece molto più che “la musa dell’aristocrazia intellettuale” francese. 
Adesso, la Galleria Thyssen di Madrid le dedica una retrospettiva – trenta opere, accompagnate dalle tele di Corot ed altri artisti -, che è un vero viaggio nella pittura impressionista, e nello stile di vita di quel milieu artistico parigino, cui Berthe partecipò interamente senza mancare nessuno degli eventi che, anno dopo anno, videro imporsi i capolavori dell’Impressionismo, corrente artistica a quell’epoca rivoluzionaria, sin dalla Prima Mostra del 1874. 
La chiave dell’esposizione madrilena è proprio nella possibilità di conoscere come una donna del XIX secolo ha potuto mettere in pratica le sue inquietudini artistiche, condividere la sua vita con un cenacolo artistico tutto al maschile, esporre le sue opere come loro e ricevere come loro omaggio e riconoscimento. Le tele “Al ballo” e “Eugene Manet nell’isola di Wight” sono considerate tra le sue opere migliori, ed una delle più importanti espressioni dell’Impressionismo.  

Impostata su un percorso tematico e cronologico che permette di seguire lo sviluppo della carriera dell’artista, ”Berthe Morisot. La Pintora Impresionista” è articolata in capitoli  - l’iniziazione alla pittura con Corot, i primi ritratti, il contatto con la Natura, l’interesse per il mondo rurale -, che raggruppano le  opere dell'artista  – oli, acquerelli, pastelli su carta e cartoncini – punteggiate da quelle di maestri riconosciuti del movimento, come Manet, Renoir, Degas, Monet. Una soluzione, questa, che favorisce la comparazione e suscita immediatamente nei visitatori e visitatrici il riconoscimento della sua qualità.
Emerge la statura artistica di Berthe Morisot, grande tra i grandi esponenti dell’ Impressionismo, con cui condivide la tecnica, la disposizione delle figure, i dettagli, il tratto rapido e leggero. Parliamo di opere come “Il giardino di Bougival”, cui è accostata “La casa tra le rose” di Monet, due opere che condividono talmente il medesimo segno da rendere addirittura difficile la distinzione dell’uno o dell’altra.
Chiude la mostra una serie di opere sulla visione di Morisot della vita rurale. Particolarmente intriganti le pitture “Pastora” del 1891, nelle quali la stessa figura femminile è ritratta nella medesima posa che la sola differenza che in una la ragazza è muda, nell’altra vestita.



Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Dicembre 2011 17:58
 

Appuntamenti

Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio


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