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 Roma, manifestazione degli e delle Indignate, 15 ottobre 2011
0. Evocazione 52 voci. Di 52 giovani donne fra i 20 e i 40 anni, non-violente, indignate, che ho intervistato, in collaborazione con Alessandra Federici, durante la manifestazione del 15 ottobre, a Roma. Proponendo loro 7 suggestioni centrali per la costruzione della propria identità individuale, e dell’identità collettiva della popolazione e dello Stato italiano: Politica, Economia, Lavoro, Donna, Futuro, Democrazia, Etica. Ad ognuna delle nostre 52 giovani donne abbiamo chiesto 3 parole per ogni suggestione. Quali emozioni, concezioni, posizioni evoca dunque una giovane donna impegnata quando la si inviti a riflettere su alcuni assi fondamentali del personale, del politico e del sociale?
1. Economia “Crisi”, “povertà, “disagio”, “disuguaglianza”: le 4 parole maggiormente evocate dalle 52 intervistate. A testimonianza di un’economia percepita non come strumento di sviluppo e benessere, bensì, al contrario, come l’origine di una “crisi” (parola più ricorrente) che ha seminato “povertà” e “disagio”, accrescendo le “disuguaglianze”. Una “patrimoniale” potrebbe essere una soluzione, almeno nell’emergenza? Un argine alla “speculazione” e al governo della “finanza”? La desolazione e la paura per i “tagli” e l’indignazione per l’”evasione fiscale” e per un evidente ed inarrestabile “declino”, raccontano di una gioventù femminile estremamente disaffezionata da una gestione delle leve economiche davvero poco votata alla “crescita”: l’ultima parola evocata (cfr. fig. 1).
Fig. 1 – Economia

Fonte: interviste a.c. Daria Squillante e Alessandra Federici, 15 ottobre 2011
2. Politica La seconda suggestione che abbiamo proposto è stata “politica”. E la parola più richiamata è stata “casta”, seguita a breve distanza dall’aggettivo “immorale”, dallo sdegno per il ”malgoverno” e dalla consapevolezza che la politica sia gemella del “potere”. Inquietante che fra le 15 parole evocate dalla giovani donne, soltanto due rimandino a concetti positivi o perlomeno neutri: “agenda” e “programma”. Una conferma della profonda delusione ed “indignazione” – per impiegare il sentimento emblema della manifestazione – che caratterizza il vissuto delle giovani generazioni nei confronti dell’establishment e dell’immaginario politico (cfr. fig.2).
Fig. 2 – Politica
Fonte: interviste a.c. Daria Squillante e Alessandra Federici, 15 ottobre 2011
3. Lavoro Il lavoro è un “bisogno” per la maggior parte delle intervistate e pertanto necessita di “tutele”. Ma tragicamente il lavoro evoca il suo esatto contrario: la “disoccupazione”, o il suo essere “a termine”, precario ed “instabile”. E’ dunque “sfruttamento”, come sottolinea anche chi ci parla del “sottoinquadramento”, del lavoro “sottopagato”, in “nero” o “co.co.pro.”: quasi la caratteristica della temporalità ridotta degli impieghi fosse ormai una qualificazione sostanziale del lavoro, e non una sua possibile ma non inevitabile modalità contrattuale. “Reddito sicuro”, “contributi”, “welfare” sembrano dunque più che delle caratteristiche riconosciute al lavoro, richieste precise avanzate da queste giovani donne a nome di tutte le donne che lavorano ad intermittenza o sono al margine del mercato del lavoro (cfr. fig. 3)
Fig. 3 – Lavoro

Fonte: interviste a.c. Daria Squillante e Alessandra Federici, 15 ottobre 2011
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