facebooktwitter
/ SEARCH
NEWSLETTER


National
Roma città aperta dei nuovi poveri
in redazione   
Lunedì 27 Giugno 2011 22:57

 

 


Roma, maggio 2011



Nel Lazio e a Roma il tasso di disoccupazione è superiore alla media italiana (8,5 per cento e 8,1 per cento contro il 7,8 per cento) ma anche alla media delle regioni centrali (7,2 per cento), e il tasso di occupazione (occupati/popolazione) a Roma è assai modesto (61,8 per cento) rispetto alla media Ue (64,6 per cento). È quanto emerge dal primo rapporto sulla povertà nella Capitale e nel Lazio realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio che fotografa una realtà amara, e ignorata dai grandi media.
Roma, - che nella vulgata mediatica è, quasi sempre, solo la città del potere, dei palazzi e della casta che vi ruota intorno, delle feste e dei salotti politici (sul viale del tramonto), la città delle cartoline turistiche, dei pellegrinaggi urbi et orbi -, mostra dunque la sua faccia quotidiana. Una faccia difficile, fatta di lavoro che manca qui piiù che altrove, di emarginazione che colpisce strati sempre più larghi della popolazione: oltre 100mila persone, il 4 per cento, famiglie normali che "non sono più in grado di fare un pasto adeguato ogni due gorni", che non possono spendere più di 734 euro al mese ( la soglia della povertà assoluta secondo le statistiche), di commercianti strozzati dai debiti e finiti in mano agli usurai ( 28mila), e di giovani, migliaia dii giovani senza un'occupazione. 

I GIOVANI E IL LAVORO - “Il tasso di attività (forza lavoro/popolazione) della fascia di età 15-24 anni nella provincia di Roma (2009) fa registrare un livello (29,5 per cento) di poco superiore a quello medio nazionale (29,1 per cento) e di quello della regione nel suo complesso (29 per cento), ma nettamente più basso di quello che si registra al nord (34,6 per cento) e del centro (30,5 per cento)”.
I giovani della Capitale devono superare particolari difficoltà per entrare nel mondo del lavoro quando non riescono a completare la scuola secondaria superiore e/o l’università. A Roma (e provincia), infatti, non solo si registra un tasso di attività molto basso (sono pochi quelli che lavorano o desiderano farlo e compongono la forza lavoro) ma anche per i pochi che si accostano al mondo del lavoro esistono difficoltà consistenti a trovare effettivamente un’occupazione stabile. Il lavoro parasubordinato (contratti a progetto, a prestazione, a termine, interinali, etc.) è, per molti, l’unica soluzione. È intuibile il livello di precarietà che affligge i giovani e induce alla coabitazione prolungata con i genitori.
Dall’indagine si evince inoltre che mancano all'appello decine di migliaia di lavoratori. Oltre 75 mila abitanti di Roma dovrebbero avere un “lavoro rilevato” e, invece, sono molti quelli che nemmeno fanno parte della forza lavoro (secondo la media dell’Ue); il loro numero è aumentato, a causa della crisi, di almeno 21 mila unità (soprattutto uomini).

RECORD DI SFRATTI - Dal rapporto emerge anche che Roma è la capitale degli sfratti. Tra i capoluoghi che superano il milione di abitanti nella capitale subisce uno sfratto un nucleo familiare su 191, mentre a Milano il dato segna uno su 691 e a Torino uno su 451. A livello nazionale Roma è quarta in assoluto per gli sfratti dopo Firenze, Novara e Modena. La maggior parte degli sfratti avvengono per morosità, nel 2009 i dati dell’Osservatorio del ministero dell’Interno rilevano un numero tre volte superiore a quelli per finita locazione. Alcune stime parlano di circa 200 famiglie sottoposte a sfratto ogni giorno in Italia, 28 solo a Roma. A fronte dell’aumento degli sfratti nella capitale cresce anche il numero dei proprietari di immobili, tra il 2001 e il 2009 sono cresciuto da 667 mila a circa 900 mila.
Roma è anche la città italiana - insieme a Venezia - dove le case costano di più e gli affitti crescono senza sosta. Il 160 per cento solo negli ultimi anni.
Ai nuovi poveri di Roma non rimane che la periferia. La città si espande: nei primi anni del 2000 è stato cementificato anche quel poco di Agro romano che rimaneva intatto: 9 milioni di metri cubi, 25 mila nuovi appartamenti. Quartieri un tempo d estrema periferia come Tor di Nona e Tor Bella Monaca - entrambi nel quadrante Est della città - passeranno presto da 20mila a 40mila alloggi. Nel frattempo 29.302 famiglie restano in graduatoria per ottenere un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Chi non può più aspettare, si trasferisce ancora più lontano. Le mete più ambite sono le città satellite di Guidonia, Ardea, Anzio e Pomezia.

I SENZA FISSA DIMORA - Nella Capitale sono circa seimila le persone senza dimora: tra loro, circa 2.700 persone trovano alloggio nei centri ci accoglienza notturni gestiti dal Comune o da associazioni di volontariato. Tra quelli che non hanno fissa dimora 1.500 dormono nelle strutture parrocchiali, religiose e associazioni di volontariato. Altre 1.200 persone trovano un letto e un tetto nei centri convenzionati con il Comune di Roma, 600 posti però sono attivi solo durante l’emergenza freddo. Per le restanti 2.300 persone c’è la strada come giaciglio, o al massimo un rifugio di fortuna. Circa mille persone (escludendo Roma e Sinti) abitano in insediamenti spontanei abusivi.

I DISABILI. In tutto il Lazio sono il 5 per cento della popolazione. Alla crisi economica devono sommare le difficoltà legate ai tagli alla sanità pubblica. Ecco il caso della sezione laziale dell’Unione lotta alla distrofia muscolare, un’organizzazione che nel 2010 si è «vista decurtare i rimborsi regionali - già tagliati dell’8 per cento nel 2009 - di un ulteriore 4 per cento». Diversi istituti hanno dovuto licenziare buona parte del personale e ridurre i servizi; altri centri sono costretti a chiedere un’integrazione economica alle famiglie dei disabil, integrazione spesso insostenibileivisto che la pensione d’invalidità ammonta a 250 euro mensili.

I COMMERCIANTI E L'USURA - Secondo il rapporto, il Lazio e in particolare la zona di Roma continua a essere tra le zone d’Italia più esposte all’usura. Sebbene i dati siano ampiamente sottostimati, in quanto sono pochissime le denunce presentate alla polizia, si ritiene che i commercianti vittime di usurai siano stati in un anno non meno di 28 mila. Va infine considerato che alla tradizionale figura del “cravattaro”, piccolo usuraio di quartiere, si sono affiancate strutture più grandi, incluse le grandi organizzazioni mafiose o legate ai clan familiari.

 

Appuntamenti

Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio


Natura e...
Cerca in Natura-e...:
Sfoglia il catalogo:
. i fenomeni
. i materiali
. il cielo
. il mare
. il tempo
. la musica della natura
. la terra
. nel verde


 



Ideato e diretto da Nella Condorelli © FACTORY FILM SRL.
Powered by Joomla!. - Designed by DreamyourMind - Valid XHTML and CSS.