| Culture |
| Moi, je travaille sur la lave brûlante |
| di Maria Cristina Serra |
| Mercoledì 23 Marzo 2011 17:39 |
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L’imminente pubblicazione da Adelphi del romanzo, scritto nel 1935, “Vin de solitude”, “autobiografia mal dissimulata di Irène Némirovsky per Irène Némirovsky” come lei stessa appuntò nei suoi taccuini di lavoro, e una affascinante mostra al Memoriale della Shoah di Parigi “Irène Némirovsky. Il me semble parfois que je suis étrangère”, ci permettono di cogliere tutte le complesse sfaccettature della narrativa e della vita di questa scrittrice, una delle più grandi del Novecento. Spesso i temi che sono al centro dei suoi romanzi (l’esilio, la passione, l’amore, l’odio, l’appartenenza ebraica, il danaro, la marginalità e l’imprevedibilità del destino umano) si intrecciano con le vicende della sua vita, tanto che sembra quasi che dal 1926 al 1940 i suoi romanzi non siano altro che racconti splendidamente rielaborati di un incredibile puzzle, che coniuga perfettamente la tradizione del grande romanzo russo con quello francese, in una scrittura finissima e senza tempo, che riesce a svelare le pieghe più nascoste dell’animo umano. |
Press Review
books
EMILY DICKINSON
Alcuni dicono che una parola è morta quando viene detta, io penso che cominci a vivere solo allora (Emily Dickinson)
"Un fiore o un libro", poesie scelte della grande poetessa americana, da leggere e da ascoltare nel 127.mo anniversario della sua morte. Tradotte dal poeta Roberto Malini, lette da Aurora Cancian, Audiolibro Salani Editore/Libri Vivi
Appuntamenti
Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013
RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio







