| ITALIA |
| Libia: necessario un piano umanitario per gli immigrati africani. Profughi eritrei in arrivo a Lampedusa |
| di Gruppo EveryOne |
| Martedì 01 Marzo 2011 14:43 |
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Tripoli (Libia), 1 marzo 2011. Il Gruppo EveryOne lancia un allarme internazionale riguardante i profughi africani che vivono in Libia. "Siamo in contatto con numerose comunità di profughi e migranti provenienti dalle nazioni dell'Africa subsahariana," spiegano i co-presidenti Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "le quali ci segnalano innumerevoli episodi di aggressione, rapina, esproprio degli appartamenti in cui vivono, offesa e intimidazione. Il giovane Kidane, eritreo, ci ha riferito che la sua famiglia, dopo essere stata derubata di tutti i beni e messa in mezzo alla strada, è stata aggredita dai manifestanti libici che, gridando insulti razzisti, hanno percosso i suoi componenti con cieca violenza, costringendoli a una fuga disperata. Ricordiamo che in Libia vivono oltre un milione di migranti africani e che ognuno di loro è a rischio di linciaggio. In base alla loro interpretazione del Corano, gli integralisti libici, che hanno una presenza consistente su tutto il territorio della 'Grande Repubblica Araba' , identificano gli africani di pelle scura come 'servi del demonio' e li sottopongono a persecuzione". dal 1990 fino alla recente insurrezione, il dittatore Gheddafi ebbe almeno un merito, ovvero quello di combattere il razzismo e di promuovere la parità sociale fra arabi e africani subsahariani. "Dall'inizio della guerra civile, i fondamentalisti hanno iniziato una vera e propria caccia all'uomo contro i profughi africani," prosegue EveryOne, "additandoli quali 'mercenari di Gheddafi' e 'figli del diavolo'. Secondo fonti locali, gran parte delle vittime segnalate fino a oggi sarebbero proprio migranti africani. Video e fotografie confermano queste voci. Ieri l'Alto Commissario Onu per i Rifugiati ha chiesto agli stati confinanti con la Libia e all'Unione europea di accogliere i profughi africani dalla 'Grande Repubblica Araba' senza eccezioni, poiché sono vittime di persecuzione. E' una voce autorevole, ma il suo intervento non basta ed è necessario che si approntino con urgenza missioni di salvataggio rivolte ai migranti africani in Libia, per evitare un genocidio". Anche il sacerdote eritreo don Mussie Zerai ha diffuso oggi un appello, segnalando casi di persecuzione a Tripoli e riportando le parole del Vescovo di Tripoli Martinelli, che definisce la situazione degli africani in Libia come "la più grave emergenza nel paese, perché queste persone sono colpite da violenza da parte delle due fazioni in conflitto" e paventa "un bagno di sangue" se non si agirà con estrema urgenza. Tags:Press Room |
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EMILY DICKINSON
Alcuni dicono che una parola è morta quando viene detta, io penso che cominci a vivere solo allora (Emily Dickinson)
"Un fiore o un libro", poesie scelte della grande poetessa americana, da leggere e da ascoltare nel 127.mo anniversario della sua morte. Tradotte dal poeta Roberto Malini, lette da Aurora Cancian, Audiolibro Salani Editore/Libri Vivi
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