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A Itaipu, Foz do Iguaçu, Repubblica Federale del Brasile, noi partecipanti, membri di organizzazioni della società civile, riuniti nel Comitato di Comunicazione all’interno del X vertice sociale del MERCOSUR, dichiariamo apertamente che: Viviamo un periodo di cambiamento in America Latina. Oggi più che mai i grandi mezzi di propaganda che sono parte del potere economico si sono convertiti nei principali nemici del cambiamento, esercitando un vero terrorismo mediatico. Allo stesso tempo, assistiamo con ottimismo al rafforzamento e all’articolazione di iniziative di comunicazione che sono trasformatrici, popolari, alternative, comunitarie, educative e molto altro. Questi mezzi discorrono sul significato, mettono in discussione l’egemonia del cosiddetto discorso unico e sono espressione della diversità del nostro continente.
Affermiamo che la comunicazione dev’essere riconosciuta come un Diritto Umano, esercitato da e in favore di tutti. Il diritto alla comunicazione implica la garanzia di diversità e di pluralità. Non ci conformiamo con i proclami che riducono la libertà d’espressione a libertà d’impresa. Non si tratta solamente di vietare che gli stati censurino la stampa, riteniamo necessaria l’implementazione da parte dello Stato di politiche pubbliche, con la partecipazione cittadina, che garantiscano a tutti l’esercizio dei diritti alla libera espressione, all’informazione e alla comunicazione. In questo modo si renderà possibile l’espressione di quei popoli e settori messi a tacere. Comprendiamo che quanto detto finora implichi revisionare e riformulare gli ambiti regolamentari per assicurare una comunicazione democratica e orizzontale. Ciò comporta, tra l’altro, che l’informazione e la comunicazione vengano considerati un diritto e non una semplice mercanzia, che si impediscano gli oligopoli e i monopoli nella comunicazione, che si assicuri il libero accesso all’informazione pubblica, che si promuovano e si rafforzino i mezzi del settore sociale, popolare, comunitario ed educativo, che si riconosca e faciliti il diritto dei popoli nativi a gestire i propri mezzi partendo dalla propria identità; che si promuova la formazione di nuovi comunicatori/trici che esprimano l’identità delle nostre comunità; che si stimoli e faciliti la creazione o il rafforzamento di reti di comunicazione regionali pubbliche e di gestione di organizzazioni sociali; che si incoraggino e sviluppino i mezzi pubblici con la partecipazione cittadina; che si assicuri l’accesso e il godimento universale dei benefici della tecnologia dell’informazione e della comunicazione insistendo per il passaggio universale alle onde lunghe nei nostri paesi. Noi, movimenti sociali, riconosciamo e valorizziamo i nostri mezzi, comunitari e popolari, investendo i maggiori sforzi nel potenziamento e l’organizzazione del lavoro per raccontare la storia con gli occhi del nostro popolo e soffermarci sui significati guardando alla direzione del potere. Ciò suppone non soltanto più mezzi, ma ancora più forti, con un nuovo aspetto e organizzati in reti. Pertanto devono non solo essere permessi ma anche promossi e appoggiati dallo Stato.
Apprezziamo che il nuovo scenario continentale offra opportunità e allo stesso tempo sfide per contribuire all’integrazione dei nostri paesi, promuovendo la solidarietà, facilitando il dialogo interculturale, integrando le diverse voci e dando visibilità ai popoli nativi e afrodiscendenti, alla diversità sessuale, alle popolazioni migranti, alle persone disabili, alle donne, alle bambine, ai bambini e ai ragazzi, alle differenze sessuali, per creare insieme un’altra “America possibile”. Sollecitiamo i tribunali dei nostri paesi a dar vita a Consigli Consultivi della società Civile, nel caso in cui non esistessero ancora, al fine di rendere possibile la partecipazione delle Organizzazioni della Società Civile nel processo di integrazione regionale. Nello specifico chiediamo che si renda effettiva la partecipazione della società civile alla Reunión Especializada de Comunicación Social. Incoraggiamo gli stati a intraprendere politiche pubbliche per i canali nelle zone di frontiera che tendano a promuovere contenuti a favore dell’integrazione, con il rispetto della diversità e con la partecipazione delle popolazioni coinvolte, attente al vivere quotidiano. In questo senso semplifichiamo l’integrazione già iniziata tra gli ambienti della società civile del Brasile e dell’Argentina e tra il Paraguay e l’Argentina, a partire da alcune iniziative sorte nei vertici di El Salvador (Brasile) e dell’isola del Cerrito (Argentina). Riteniamo necessaria la piena partecipazione della società civile, tanto a livello nazionale come regionale, alla Reunión Especializada de Comunicación Social (RECS). Proponiamo ai paesi membri l’adozione di misure che garantiscano alle persone con disabilità: a) accesso ai mezzi di comunicazione televisivi mediante l’aggiunta di sottotitoli nascosti, audio descrizioni e lingua dei segni nei programmi; b) Accesso ai giornali e alle riviste digitali e a tutte le denigrazioni istituzionali attraverso la creazione di pagine web accessibili, tenendo conto degli appoggi a livello internazionale.
Guardiamo con fiducia all’inclusione, in questo ambito, di piccoli e medi impresari della comunicazione che si identificano con la bandiera della lotta dei movimenti sociali dei nostri paesi. Infine rinnoviamo l’appello al nostro Presidente per definire e sostenere politiche concrete e immediate per democratizzare la comunicazione con la partecipazione attiva delle organizzazioni sociali.
Foce dell’Iguazú, 15 Dicembre 2010
per il Brasile: Rafael Reis – Parlamento del Mercosur Marco Piva – Altercom Jessica Rodrigues – Radio de la Juventud Joao Paulo Mehl – Intervozes
Per l’Uruguay: Marianella Custodio – Federación de Estudiante Universitarios Alberto Esteves – CEDECOOP Humberto De Marco – Red Especial Uruguaya Soledad Fontela – Red Especial Uruguaya Alvaro Queiruga – Ovejas Negras Sabrina Crovetto – Mercociudades
Per il Paraguay: Lorena Escobar – Voces de Paraguay Atanasio Galeano – Voces de Paraguay Santiago Ortiz – Radio Fe y Alegria
Per l’Argentina: José Luis Moyano – Radio El Libertador Pedro Lanteri – Radio Madres de Plaza de Mayo Hugo Pan – FM La Nueva Carlos Borona – Cancelleria |