facebooktwitter
/ SEARCH
NEWSLETTER


National
Le cronache di Tarzia
di Ersilia Crisci   
Mercoledì 01 Dicembre 2010 09:48





Un manifesto del Centro Donna L.I.S.A. sui muri di Roma. In alto, Pina Adorno, presidente della Consulta dei Consultori familiari di Roma; in basso, Francesca Koch, Casa Internazionale delle donne



Consultori uguale abortifici, come sostiene la consigliera Tarzia? No di certo.  
“Tutte le indagini effettuate intervistando campioni probabilistici della popolazione femminile” scrive Michele Grandolfo, Reparto salute della donna e dell’età evolutiva, Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Iss - Roma, “hanno messo in evidenza che non più del 20% aveva avuto modo di utilizzare il consultorio e che la conoscenza dei servizi prestati dal servizio era assolutamente scarsa. Mentre mass media e opinion leader ritenevano che la popolazione generale, e quella femminile in particolare, considerasse il consultorio il luogo dove "fare aborti" e, pertanto, da non frequentare, in verità, delle donne intervistate, una proporzione inferiore al 5% sapeva che ci si poteva rivolgere al consultorio per l'aborto e, in particolare, per avere la certificazione”.
Inoltre, l'accusa rivolta ai consultori di non fare molto per prevenire l'aborto è , ancora secondo Grandolfo, “totalmente infondata perchè nelle regioni dove era maggiore la presenza consultoriale si è avuta una più rapida diminuzione del tasso di abortività”.
“La metodologia di intervento è fondata sul confronto e sulla progettazione in équipe”, spiega ancora Pina Adorno, “nella quale saperi e competenze diverse debbono e possono integrarsi, per analizzare la domanda di salute e per organizzare risposte adeguate, anche in collaborazione con gli altri servizi del territorio. Questa modalità si motiva con la considerazione che la persona non può essere identificata con una parte del suo corpo, ma che va accolta nel complesso delle sue caratteristiche psicofisiche, culturali e relazionali”.
“La consapevolezza dell’assoluta originalità dei servizi consultoriali (multidisciplinarietà, non direttività, visione di genere) è sempre stata presente: i consultori sono stati considerati un patrimonio unico da non disperdere”, aggiunge Grandolfo, “le attività consultoriali hanno rappresentato un importante presidio di riferimento soprattutto per le sezioni svantaggiate della popolazione, che non avrebbero avuto altre alternative.”.
Le indagini campionarie condotte dall’Iss hanno inoltre rilevato un alto gradimento da parte delle utenti e degli utenti dei consultori (>80%).
“L'odierna valutazione in ambito internazionale”, prosegue Grandolfo, “pone l’accento sull’importanza di allestire servizi di salute primaria caratterizzati da un approccio integrato, che privilegia la presa di coscienza e l'empowerment delle donne: proprio il modello dei consultori familiari italiani!”. C'è anche da sottolineare che, in questi anni, i consultori familiari sono il segmento della sanità pubblica che meglio si è adattato al cambiamento sociale: adolescenti e donne migranti costituicono oggi la maggior parte dell'utenza consultoriale, ma  di questi soggetti nel testo di riforma Tarzia non c'è traccia.

Eppure, qualcosa nella storia dei consultori è andato storto: carenze nelle strutture, mancanza di personale, insufficienza di fondi pubblici. Perchè?
“L'essere un servizio di frontiera”, spiega Michele Grandolfo, “tra istituzionale e non istituzionale, che minacciosamente stava lì a esprimere una potenziale contestazione radicale della relazione di subordinazione tra chi cura e il paziente, ha determinato il confluire di attenzioni negative: nessuna valorizzazione, niente risorse, disprezzo del personale, delegittimazione, area parcheggio. La strada per i consultori familiari è stata costantemente in salita”.
“A rendere problematico lo sviluppo della loro attività”, spiega ancora Grandolfo,” sono stati la carenza di risorse, la selezione del personale e la mancanza di obiettivi quantificabili, la lentezza e farraginosità dei processi decisionali, l'eccesso di controlli burocratici, hanno reso problematico lo sviluppo dell'attività consultoriale.  Già all'inizio degli anni '80 le riflessioni di chi si occupava di sanità pubblica erano molto pessimiste per le demotivazioni del personale, soprattutto medico, per lo scemare della pressione della società civile. Cioè, nel momento in cui andava sostenuto lo sviluppo consultoriale, veniva a mancare il sostegno motivazionale delle operatrici più attive e il consenso delle utenti, con i comitati di gestione che sempre più divenivano palestre di discussioni sterili e ideologiche”.
E oggi?
“Dopo un periodo di latitanza dai consultori delle donne organizzate, nell’ultimo anno abbiamo invece riscontrato un aumento della loro presenza e anche la Consulta ha ricevuto nuove richieste di adesione da parte di associazioni di donne e consultori privati”, conclude Pina Adorno.
“Il movimento spontaneo che si è creato in risposta all’attacco che il governo regionale ha sferrato contro le donne e contro i consultori, che ha visto riunire operatrici e operatori, associazioni di donne di generazioni e formazioni differenti, studentesse, donne delle istituzioni, della politica e dei sindacati è una prova della voglia di partecipazione che sta ripartendo in questo paese”.


Note: cfr comunicati stampa della Regione Lazio

Leggi gli articoli correlati:
Scontro alla Regione. In tante contro la proposta di legge Tarzia
Commissione delle Elette della Provincia di Roma. Si discute la mozione "Consultori familiari"
L'Assemblea Permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia chiede un incontro alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e all'assessore ai servizi sociali
Si accende lo scontro sulla riforma dei consultori
Perché dico No alla proposta Tarzia , di Roberta Agostini, presidente Commissione delle Elette alla Provincia di Roma
Olimpia, oh Olimpia!...
Il diritto alla maternità si garantisce con il diritto al lavoro , di Claudia Bella, responsabile Coordinamento Donne CGIL Roma e Lazio

Siti correlati:
Consulta dei Consultori familiari di Roma
Casa internazionale delle donne



 

Appuntamenti

Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio


Natura e...
Cerca in Natura-e...:
Sfoglia il catalogo:
. i fenomeni
. i materiali
. il cielo
. il mare
. il tempo
. la musica della natura
. la terra
. nel verde


 



Ideato e diretto da Nella Condorelli © FACTORY FILM SRL.
Powered by Joomla!. - Designed by DreamyourMind - Valid XHTML and CSS.