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 Madrid, 8 novembre 2010. Manifestazione di protesta dei Saharawi davanti all'ambasciata del Marocco
       
Clicca le foto – Ver fotos Leggi la nota di ANSP >> Leggi “Saharawi, l’ultima colonia”, di Nella Condorelli
Nell’accampamento di Gdeim Izik, a una decina di km dalla città occupata di El Aiun capitale del Sahara occidentale, erano in ventimila, accampati da più di un mese. Giovani, donne, bambini e anziani Saharawi. Arrivati in massa dalle città occupate del Sahara occidentale alle porte di El Aiun. Per reclamare il diritto all'autodeterminazione sancito dall’ONU e ignorato dal Marocco che, nel 1975, ha invaso questa porzione di deserto (ricca di miniere di fosfati), occupandolo con la forza. Ed avviando un processo di colonizzazione delle città e dei villaggi, nonostante più di una risoluzione delle Nazioni Unite abbia dichiarato nel corso di questi lunghi anni la legittimità del diritto dei Saharawi all’indipendenza ed alla piena sovranità sulla loro terra, ponendo fine all’ultima colonizzazione africana. Lunedi 8 novembre, l’esercito di Rabat ha invaso il campo di Gdeim Izik, dove i Saharawi protestavano pacificamente, e distrutto tutte le tende. Proteste sono scoppiate anche in alcune capitali europee, a Madrid qualche centinaio di esuli saharawi si è raccolta davanti all’ambasciata del Marocco, alzando cartelli contro le violazioni dei diritti umani. Secondo le informazioni diffuse dall’Associazione Nazionale di Sostegno al Popolo Saharawi, ANSP, tra i civili caricati dai carri militari nel campo di Gdeim Izik ci sarebbero anche vittime e feriti gravi. Già nelle proteste scoppiate ad El Aiun nelle scorse settimane, la violenta repressione da parte delle milizie di Rabat aveva provocato un morto, Elgarhi Nayem Foydam Mohamed Sueidi di 15 anni, e decine di feriti.
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