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Si accende lo scontro sulla riforma dei consultori
nostro servizio, Roma   
Mercoledì 06 Ottobre 2010 20:35

 


Casa Internazionale delle Donne, Roma

La notizia arriva nelle redazioni in serata, ed il quotidiano “Il tempo” di Roma fa... in tempo per primo a pubblicarla. Titolo a corpo 48, “Nei consultori più spazio alla famiglia. Primo via libera alla riforma Tarzia”; articolo breve, tono compiaciuto, per raccontare che la Commissione Lavoro e Politiche sociali della Regione Lazio “ha assunto la proposta di legge Tarsia come testo base per la riforma dei consultori.”.
All'Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia - che nello stesso pomeriggio teneva una riunione straordinaria alla Casa Internazionale delle donne per valutare le azioni di protesta contro questo testo di legge considerato da più parti incostituzionale, oltreché punitivo nei confronti delle donne anche per la montagna di meccanismi inquisitori che costellano tutti i suoi articoli -, la cronaca del voto in Commissione era già nota. E non è andata nella direzione “trionfale” raccontata dal quotidiano romano.
Nei fatti, è vero che la Commissione ha espresso parere favorevole sul testo Tarzia, “un iter normale, per poi passare alla discussione”, spiega un funzionario regionale addetto ai lavori. La cosa meno nota è che i disegni di legge in Commissione erano due, - quello della Tarzia, e quello sottoscritto da Giulia Rodano -, e che in questi casi la norma (articolo 61 del Regolamento del Consiglio Regionale) prevede la discussione dei due testi “abbinati”. Cosa che invece non è avvenuta.
Infatti, dopo l'intervento di Giulia Rodano (“Mi sono sentita sollecitata a presentare questo provvedimento, aveva chiarito Rodano, per contestare il punto centrale della proposta Tarzia, vale a dire che in trent'anni i consultori non hanno svolto la loro funzione, e che debba essere cambiata la loro natura. Secondo la proposta Tarzia, i consultori dovrebbero uscire dal servizio sanitario nazionale per trasformarsi in una non chiara struttura di sostegno alla famiglia; noi invece abbiamo previsto un provvedimento che rafforza la legge regionale 15 del 1976 e intende potenziare le prestazioni a carattere sanitario fornite dai consultori"), i consiglieri di maggioranza hanno scelto come testo base da discutere la proposta, senza discussione “ abbinata”. 
Proteste da parte della Rodano (“Voglio che sia messo a verbale che la maggioranza ha scelto come testo base una proposta di legge incostituzionale"), e di tutti i consiglieri di minoranza contro questa sorta “di colpo di mano” della maggioranza, anche in ragione dei pareri già espressi dall'Ufficio legislativo del Consiglio Regionale che, non più di qualche giorno fa, ha dichiarato la proposta Tarzia “a rischio di incostituzionalità”.  
Ben sette sono i infatti i punti critici rilevati dall'ufficio legislativo della Regione:
la mancata tutela dei concepiti fuori dal matrimonio, in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione.
l'istituzione di consultori facenti capo a strutture private lucrative, contrariamente a quanto disposto dalla legge nazionale 405/1975;
l'istituzione di figure professionali, come il “consulente familiare” e l'“esperto in materie di bioetica”, che non sono ancora state riconosciute, entrando così in contrasto nuovamente con la Costituzione, stavolta all'articolo 117;
l'istituzione di una non ben definita prima fase di accesso al consultorio da parte della donna, chiamata “primo procedimento”, che si conclude con una verbalizzazione e che “prescinde da ogni considerazione circa il consenso della donna”;
la possibilità, da parte dell'Autorità Giudiziaria, di assumere il parere di un consultorio, che è già prevista dalla normativa vigente;
l'introduzione del concetto di “unità di offerte sociali", che però non vengono definite;
la previsione, per i consultori privati non a scopo di lucro, della detrazione del 30% di imposte dovute in base alla normativa regionale, anche se in realtà non esistono imposte di normativa regionale (articolo 119 della Costituzione).

Il parere dell'Ufficio legislativo sottolinea infine “la necessità di prevedere espressamente la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'entrata in vigore della presente proposta di legge”.
Cento milioni di euro, che non sono bruscolini.
Un costo non sostenibile per la Regione Lazio, a meno che non si voglia smontare tutto il sistema di welfare regionale, sostengono i consiglieri di minoranza..
Per le ragazze dell'Assemblea Permanente delle Donne in tempi di crisi e di precariato giovanile, con la fascia dei trentenni in perenne ricerca di occupazione, la responsabilità dell'amministrazione pubblica dovrebbe dare priorità ai problemi del lavoro, e agli investimenti per creare occupazione giovanile. “C'era motivo di mettere mano ad una legge ed ad un sistema come quello dei consultori familiari che comunque funzionano, e hanno dato buoni risultati, in tempi come questi in cui bisogna fare i conti con i centesimi di euro?”.

Risorse a parte, sono gli aspetti incostituzionali della proposta di legge Tarzia a tenere banco, nelle riunioni dell'Assembla Permanente. Le donne chiedono il ritiro immediato del testo Tarzia e la piena applicazione e rispetto della legge regionale 15/1976, con cui i Consultori familiari furono istituiti e da cui ancora oggi sono disciplinati. “Questa proposta Tarzia  arriva in un momento storico in cui le donne sono nuovamente chiamate a difendere i propri diritti e la propria dignità, siamo le prime ad uscire dal mercato del lavoro e le ultime a rientrare,  e vittime di una nuova impennata di violenza domestica. Attaccare oggi i consultori, simbolo delle conquiste raggiunte dalle donne, che hanno preteso e ottenuto il riconoscimento del diritto all'autodeterminazione ed alla tutela della salute sessuale e riproduttiva, significa non voler riconoscere la piena soggettività femminile, e il rispetto che si deve alle donne come persone.”. 

Nel corso della riunione straordinaria di martedi 5 ottobre, alla Casa Internazionale si è discusso anche della recente presa di posizione di Emma Bonino.
La vicepresidente del Senato, il giorno prima del voto in Commissione regionale, ha infatti annunciato in conferenza stampa una mobilitazione nazionale per i primi giorni di novembre “se non riusciremo a bloccare il testo perché, oltre ad essere incostituzionale, è ingiusto, visto che parla di famiglia naturale fondata solo sul matrimonio. Scenderemo in piazza!". Nel corso della stessa conferenza stampa, tenuta al Consiglio Regionale del Lazio, Emma Bonino ha presentato il testo della Questione pregiudiziale di incostituzionalità sulla proposta Tarzia, che potrà essere utilizzato quando la proposta sarà portata in discussione in Aula regionale.

Parere critico anche da parte dell'assessore alle Politiche sociali ed alla Famiglia della Provincia di Roma, Claudio Cecchini che, nella sua audizione in Commissione regionale, esprime un netto parere negativo sul testo di legge e suggerisce di avviare “un percorso di confronto e coinvolgimento delle comunità territoriali mediante audizioni della Commissione Regionale e l'organizzazione di eventi pubblici e di confronto.”.  La relazione di Cecchini segue la mozione “Consultori familiari” presentata in Consiglio Provinciale dalla Commissione delle Elette, firmatarie Roberta Agostini e Flavia Leuci.
Un convegno,“I consultori familiari, situazione attuale, prospettive future”, previsto in Provincia il prossimo 19 ottobre potrà fare il punto sulle proposte, i suggerimenti e gli elementi di approfondimento, alla base di una nuova proposta di riforma della legge del 1976. Nel Lazio mancano ancora 117 consultori sul totale previsto dalla legge esistente, 1 ogni 20.000 abitanti.    

10.000 intanto sono le firme raccolte dalle femministe, online e con banchetti improvvisati dappertutto, mentre si infittisce il calendario delle prossime iniziative pubbliche: l'11 ottobre, Assemblea permanente alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, il 12 ottobre, incontro organizzato dall'ASL RmB sui CCFF con operatori, direttori dei distretti, associazioni e cittadini, il 16 ottobre, raccolta firme in seno alla manifestazione nazionale FIOM, mentre coordinamenti di studentesse stanno nascendo dentro le università romane, in collegamento con i più giovani collettivi femministi.
 

 

Appuntamenti

Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio


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