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Riflettori sul Pakistan
Martedì 21 Settembre 2010 19:35

 

 

 

 


New York. Nazioni Unite, 20 settembre 2010. “Se la comunità globale prestasse fede alle promesse fatte dieci anni fa per porre fine alla  povertà nel mondo, gli scopi del Millennio potrebbero essere raggiunti, nonostante gli ostacoli, lo scetticismo e il 2015 che si avvicina.”.
Aprendo la Riunione di Alto Livello (HLPM) dedicata alla verifica dello stato dei progressi fatti dei Governi sugli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo, Ban Ki-Moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha richiamato gli Stati alle promesse fatte, e sinora non mantenute. Una  soluzione possibile? Fare investimenti nelle infrastrutture, nei mercati di esportazione, e riscoprire la saggezza popolare.
Poi ha posto la questione Pakistan, a due mesi dopo dall'inondazione dell'Indo abbandonato a se stesso, oscurato nei media.
“Prolunghiamo gli aiuti d'emergenza per altri sei mesi. Chiedo urgentemente una vostra risposta”, ha detto ai 140 leader mondiali presenti,“le inondazioni in Pakistan sono un disastro,  e una sfida per la solidarietà globale.”.

L'esondazione del fiume Indo, causata dalle piogge monsoniche che si sono abbattute a luglio sul paese ha provocato, oltre a migliaia di morti e dispersi, più di 20 milioni di sfollati, contadini strappati alle loro terre, case e raccolti distrutti. Adesso i rischi più gravi sono legati alla crisi alimentare, idrica e sanitaria, e ci vorranno almeno tre anni per riportare il paese alla normalità. I 460 milioni di dollari stanziati inizialmente dall'Onu per fronteggiare l'emergenza, non bastano; occorre quadruplicare la cifra. Ma la risposta dei Paesi ricchi non arriva come dovrebbe. 360 milioni di dollari l'impegno degli Stati Uniti, 200 milioni quello della Gran Bretagna, 315 milioni per l'Unione Europea. Per quanto riguarda il nostro Paese, la Risoluzione approvataalla Camera dei Deputati lo scorso 14 settembre ha impegnato il Governo ad intervenire per la sicurezza alimentare e l'accesso al cibo, e contro la mortalità infantile e materna. Si aspetta l'impgno concreto di pesa. Critico Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute e consigliere di Ban Ki Moon. In un'intervista al quotidiano La Stampa ha dihiarato che “l'Italia come donatore non esiste più... Berlusconi in veste privata potrebbe versare i fondi che l'Italia ha promesso alle nazioni più povere”.
Italia a parte, le polemiche sono concentrate soprattutto sulle dichiarazioni del presidente francese Nicolas Sarkozy, e sulla sua proposta di tassare tutte le transazioni finanziare del mondo, “Perché non dovremmo chiedere alla Finanza mondiale di partecipare alla lotta contro la povertà globale per la stabilizzazione del pianeta?”.

 

Appuntamenti

Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio


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