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LA SERENISSIMA. Dove ha inizio ogni viaggio
di Daniela Zini   
Domenica 25 Luglio 2010 09:57



 

Tre anni di esperienze al confine con il credibile, fino a quando all’orizzonte apparve Giandu, la residenza del Gran Khan.
Kublai  in persona accolse i veneziani tributando loro onori di ogni genere. Marco fu presentato all’Imperatore che, subito, lo prese in simpatia, oltre che per la giovane età, per l’intelligenza e la capacità.
Passata la stagione estiva, i Polo si trasferirono con la corte imperiale a Pechino, nel meraviglioso palazzo del Gran Khan. E là, a contatto diretto con il cervello pulsante dell’impero, con l’organizzazione amministrativa, l’ordinamento finanziario postale, Marco Polo poté finalmente apprezzare a pieno il livello avanzato di civiltà cui era giunto quel popolo fino allora a lui sconosciuto.

L’impero era pressoché sterminato; eppure bastavano pochi giorni perché gli editti emanati dal sovrano fossero conosciuti da tutti i sudditi, anche quelli che risiedevano nelle regioni più sperdute e inaccessibili.
I commerci erano fiorentissimi, all’interno e con l’estero; e la carta moneta, ancora sconosciuta in occidente, facilitava ogni cosa.
Kublai apprezzò le qualità eccezionali del giovane Marco e volle anche sfruttarle a vantaggio del suo popolo. Affidò al veneziano missioni delicate all’interno del paese, che furono sempre portate a compimento nel migliore dei modi, con piena soddisfazione reciproca.

Gli anni, intanto, scorrevano veloci…

Marco apprendeva sempre cose nuove, vedeva e annotava… dagli usi e costumi delle popolazioni con le quali veniva in contatto, agli esiti delle guerre, anche, in occidente, si conobbe il nome di un’isola favolosa e misteriosa, abitata da uomini guerrieri e intelligenti, tanto abili da riuscire, perfino, a sconfiggere i soldati del Gran Khan. Un’isola che Marco Polo chiama Zipangu e che noi, oggi, conosciamo con il nome di Giappone.


Ma la nostalgia di Venezia, delle sue case raccolte, dei suoi canali silenziosi rodeva ormai da tempo l’animo dei funzionari bianchi di Kublai.
E, quando Marco seppe che una principessa di sangue reale doveva partire da Pechino per andare sposa dal re di Persia, chiese di poterla scortare fino alla sua nuova residenza. Partì con il padre e lo zio, questa volta via mare, perché bisognava fare presto e la bella principessa non doveva stancarsi troppo nel viaggio.

Lasciarono la Cina con quattordici navi e settecento uomini di equipaggio; costeggiarono l’Indonesia, Giava, Sumatra dove fecero sosta. Poi, raggiunsero Ceylon, il Malabar, Madagascar dove un mondo nuovo, meraviglioso, si aprì ai loro occhi. Passarono, quindi, alle coste orientali dell’Africa, toccando Zanzibar popolata da giganteschi uomini neri, da leoni, elefanti e altri animali sconosciuti.
Risalirono la costa africana e raggiunsero l’altopiano arabo; a questo punto, del loro equipaggio non era rimasto in vita che un centinaio di uomini, tanto era stato duro e periglioso il cammino. Ma, ormai, Venezia era vicina: nulla al mondo avrebbe potuto fermare i tre Polo. Dopo aver consegnato la principessa al suo sposo, arrivarono a Costantinopoli, dove furono colpiti da una dura notizia: il Gran Khan Kublai, il loro grande amico, era morto!
Approdarono a Venezia, pochi mesi dopo.
Era l’anno 1295.
Dapprima i veneziani non riconobbero, nei tre uomini, agghindati con vesti dalle strane fogge, i Polo che, circa venti anni prima, avevano lasciato la loro casa per un viaggio in terre lontane. Ma, poi, si convinsero che erano veramente loro e iniziarono ad ascoltare estasiati la storia di quel viaggio in fantastiche regioni orientali, dove tre oscuri mercanti di Venezia avevano preparato il cammino alle future esplorazioni degli uomini dell’occidente.



 

Appuntamenti

Le radici della nostra Repubblica. TRIANGOLI DI MEMORIA. Un progetto di ricerca multimediale sulla Storia delle donne nella Resistenza: le Deportate Politiche e Razziali, convegno a Roma, Camera dei Deputati, 30 maggio 2013

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio


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