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Feminism
TUTTE IN MOTO! PDF  | Stampa |
traduzione di Letizia Cascio   
Lunedì 11 Giugno 2012 10:32

 

 

 


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Passione, libertà, femminismo nel mondo del motociclismo da strada.
Parlano le fondatrici di Toutes en Moto, l'associazione francese che organizza raduni di motocicliste femministe, unici in tutta Europa. Con una speranza, che la loro idea sia ripresa e sviluppata anche altrove...

di Claudine Thomas
articolo apparso su Clara Magazine, n.130
titolo originale

 

 



(Foto Clara magazine)

Una è seriamente DRH, l'altra c'è per hobby artistico. Anne e Annie sono le fondatrici dell'associazione Tutte in Moto. Entrambe appassionate motocicliste e femministe, rispondono alle nostre domande con una voce sola, tra rombi di motore.

Che cosa si aspettano le aderenti dalla vostra associazione?
Non avevamo alcuna pretesa, tutt'al più riunire le donne che, evolvendosi nell'ambiente maschile delle moto, sapevano imporsi e davano prova di una bella forza di carattere.
Le donne rappresentano solo il 20% dei motociclisti. I raduni che noi organizziamo gli permettono di essere visibili e di apparire.  Oggi federiamo centinaia di motocicliste in tutta la Francia, creando un vero movimento di solidarietà e rispondendo alla voglia di incontrasi, di condividere buoni momenti tra la passione della moto e il dirci fiere di essere donne. 

C'è chi fa commenti sessisti quando sfilate?
Durante le sfilate, non sentiamo niente: la colonna sonora è il motore, risate e musica. In cambio, durante l'anno, ci sono commenti, di tutti i tipi, peggiori e migliori. Alla partenza per un viaggio, per esempio c'è quello che dice :“ le donne e le nuove davanti!”, o i più tradizionali : “ A quando la giornata degli uomini?”, “ Se mi travesto da donna, posso venire con voi?”. Ma c'è anche chi ci fa qualche regalo: “Ouahhh, brave le ragazze!”, e il gran simpatico di turno:” Una donna in moto è winner!”. Questo commento l'abbiamo sentito in Florida, sulla strada di Key West...

La pratica della moto è veramente accessibile a tutte?
Una forte motivazione e una volontà salda rompono tutti gli ostacoli. Normalmente si pensa che il peso delle moto sia un ostacolo, ma ci sono moto per tutte le taglie, ed è possibile trovare il modello adatto ad ognuna. Una moto è fatta per camminare non per cadere. La mia motocicletta pesa 320 chilogrammi e non sono una campionessa di muscolatura. Gli ostacoli non sono dunque né meccanici, né psicologici. Possono essere finanziari o sociali. A volte, gli uomini persuadono mogli e compagne che la moto non è fatta per loro: troppo pesante, troppo cara, troppo pericolosa. La pratica della motocicletta ha questo di particolare: che ci spinge a trovare i nostri limiti, fisici e morali, e a superarli. Da qui, la grande autostima che dà ottenere la patente...

Viaggiare in moto è innanzitutto un piacere, un mezzo di trasporto o un'affermazione di sé?
E' un piacere totale, una fonte di equilibrio, una libertà raramente provata, una grande autostima nello stesso tempo perché, su una moto, non abbiamo effettivamente “ bisogno di nessuno!”. 


Quali sono i vostri progetti, aldilà dei raduni dell' 11 marzo 2012?
Lavoriamo un anno intero per questa giornata. Siamo passati in due anni da un sola sfilata, quella del 2010, a sei sfilate nel 2012. Contiamo di sviluppare “Tutte in Moto” in altre grandi città.
Per il 2013, abbiamo già preso contatti. Idealmente, ameremmo che questa nostra idea fosse ripresa e sviluppata in Europa, visto che nessun raduno del genere esiste ancora. Sembra che ci sia una grande attesa da parte delle motocicliste, un reale bisogno di affermazione.

 

Scegliere la moto è un atto individuale, aderire a “Tutte in Moto” è sostenere collettivamente valori e rivendicazioni. Che cosa fa passare una motociclista da quello a questo?
Scegliere di passare gli esami per la licenza e di viaggiare in moto, è innanzitutto decidere di raggiungere una comunità: un saluto quando due motociclisti si incrociano, una conversazione su un'aria di sosta. Che siano uomini o donne, noi condividiamo questa solidarietà. Un raduno di motocicliste ci dà visibilità, e che siamo lì per difendere l'uguaglianza donne/ uomini è una evidente conseguenza.  

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Giugno 2012 11:55
 

Appuntamenti

RICONOSCIMENTO, TRA LOGOS E IMMAGINE, convegno filosofico a cura di IISF Scuola di Roma e Archivia - Casa Internazionale delle Donne, a Roma il 22-23 maggio

Il SILENZIO, Compagnia Teatro della Fede, carcere di Venezia il 14 maggio, carcere di Taranto il 20 maggio, uniche spettatrici le detenute  

MOSTRA STORICA UNIONE FEMMINILE NAZIONALE (1899-2012), a Milano, inaugurazione il 15 maggio presso Unione Femminile


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