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 Washington. Manifestazione a sistegno del presidente Obama davanti alla Corte Suprema dove si discute la legge sanitaria
Non si è parlato che di questo per più di due mesi: i repubblicani hanno dichiarato la «guerra alle donne !». Impelagato in una corsa al sorpasso di conservatorismo, a ritrovarvisi costretto (perdendo d'anticipo) è stato Mitt Romney...
Ricapitoliamo. Dalle elezioni di mid-terms del 2010, i repubblicani non hanno mai smesso di giocare la carta della libertà religiosa contro l’amministrazione Obama, colpevole secondo loro di promuovere un « big governement » che l’avrebbe ostacolata.
Dalla guerra religiosa alla guerra alle donne è passo è stato più che breve. E’ in questa ottica di senso che si colloca l’emendamento Blunt, proposto a suo tempo dal senatore repubblicano del Missouri, che avrebbe dovuto permettere ai datori di lavoro di rifiutare a ogni lavoratore/ lavoratrice la copertura sanitaria se utilizzata per atti contrari alla «fede religiosa » e alle «convinzioni morali ». Ben presto, la questione della contraccezione e dell’aborto è stata al cuore di questo emendamento, finalmente rigettato il 1 marzo scorso.
Per inciso, ancora una volta Mitt Romney aveva fatto mostra della sua eccezionale capacità di dire una cosa e il suo contrario, mostrandosi all’inizio ostile a questo emendamento e poi sostenendolo affemando di non poterci dormire la notte! Rick Santorum (che si è ritirato dalla corsa) aveva subito trovato il modo di stigmatizzare la posizione fluttante del suo principale avversario all’investitura repubblicana.
Ma il vero è nel frutto, e il dibattito sulla libertà religiosa si è presto trasformato in dibattito sul diritto delle donne a disporre del proprio corpo. Avviene che, negli stessi giorni, la grande vedette conservatrice Rush Limbaugh si lancia in una delle diatribe che fanno il successo delle sue emissioni radiofoniche. Questa volta, prende di mira una studentessa dell’università Georgetown, a Washington, Sandra Fluke, che qualche giorno prima si era promunciata per il rimborso delle spese di contraccezione da parte delle compagnie di assicurazione. Limbauch scioglie i freni alla lingua, e la qualifica di « sporca » e « puttana » perchè ha chiesto di essere pagata per aver avuto relazioni sessuali ! Lo scandalo è immenso. Una ad una, le pubblicità mollano la grande vedette, che deve pubblicamente scusarsi dicendo di aver ceduto ad un «umorismo» pesante.
Back to the fifties ! I repubblicani, che pensano di aver dichiarato contro l’amministrazione Obama la guerra della libertà religiosa, si trovano di colpo nella «guerra alle donne». Ed anche se i principali leader del GOP si affrettno a condannare le parole di Limbaugh, è ormai troppo tardi! In più, è sotto gli occhi di tutti che, dalle elezioni di mid-terms, non fanno che attaccare meticolosamente i diritti delle donne in ogni stato in cui governano. Nel Wisconsin, l’abolizione della legge sulla parità salariale tra uomini e donne; in Arizona, l’accorciamento dei limiti legali dell’IVG… Uno dei grandi sostenitori di Rick Santorum, il miliardario Foster Friess, non trova di meglio che dichiarare pubblicamente di aver trovato una soluzione miracolosa per la contraccezione: le donne stringano compresse di aspirina tra le ginocchia, tanto da non poter aprire le gambe… Benvenuti nell’America degli anni Cinquanta. E’ proprio denunciando questo «ritorno al futuro » che la senatrice del Maine Olympia Snow ha dato le dimissioni dal Partito Repubblicano.
Un boulevard per Barack Obama Di fronte a tale diluvio di proposte e propositi che choccano le donne, Barack Obama non fa sforzo a dichiararsi difensore della causa femminile. L’occasione gli viene data dal Forum sulle donne e l’economia tenuto alla Casa Bianca. Dopo aver ben precisato che si rifiuta di «utilizzare » le donne, il presidente dichiara : « le donne non sono un gruppo d’interesse e non devono essere trattate così ». Tuttavia, non resiste davanti alla possibilità di dragare un elettorato che scappa sempre di più ai repubblicani : « E’ possibile che il Congresso ottenga più risultati se più donne sono elette? Penso che si possa dire : è quasi garantito. ».
I democratici sanno contare. Dal 1984, il voto delle donne supera quello degli uomini. Nel 2008, Obama e Mc Cain avevano potuto fare un gioco simile sul voto degli uomini, ma il candidato democratico poteva contare su dodici punti di vantaggio tra le donne. L’amministrazione Obama non cessa oggi di ricordare che l’abrogazione della legge sulla sanità per loro sarebbe drammatica.
«La guerra alle donne», saggiamente gestita dai democratici, si è rivoltata contro i repubblicani. Un recente sondaggio USA Today/Gallup mostra che nei dodici «swing states », gli Stati chiusi che faranno l’elezione, Obama ha diciotto punti di vantaggio sugli avversari repubblicani presso le donne. Per Mitt Romney va sempre peggio: se a metà febbraio un pò meno del 50% delle donne di 50 anni gli preferiva Barack Obama, adesso il dato è oramai di 6 donne su dieci, il sostegno femminile è caduto di 14 punti a solo il 30%.
Il ritiro di Rick Santorum dalla corsa per l’investitura repubblicana, annunciato il 10 aprile, puà cambiare lo scenario. Mitt Romney non avrà più bisogno di dare prova di conservartorismo. La «guerra alle donne!» è forse terminata.
 Manifestazione elettorale per il candidato repubblicano Mitt Romney
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