| Human Rights |
| Lettera aperta all'ONU sui bambini e bambine lavoratori | | Stampa | |
| in redazione |
| Domenica 25 Marzo 2012 15:47 |
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Un gruppo di 74 docenti, ricercatori e ricercatrici, esponenti della società civile a livello mondiale hanno inviato una Lettera Aperta all’Alto Commissariato per i Diritti Umani Navy Pillay, con una serie di raccomandazioni e suggerimenti in riferimento alle iniziative Onu per la promozione dei diritti dei bambini e delle bambine che lavorano o vivono per strada. Per il gruppo di esperti che ha sottoscritto il documento, infatti, l’aumento della povertà come risultato della crisi finanziaria ed economica globale pesa in maniera intollerabile sulla condizione dei bambini e delle bambine di strada, i più fragili e dunque i più esposti a subirne tutte le conseguenze. Occorre promuovere programmi e azioni adeguate con un approccio articolato, in grado di analizzare i nuovi aspetti della povertà infantile tanto in termini di risorse quantificabili quanto di misure. La Lettera – che denuncia i limiti dell’ultimo rapporto “STREET CHILDREN: A Mapping & Gapping Review of the Literature 2000 to 2010", sottolineando la necessità della promozione di nuovi approcci inclusivi lontani dall’assistenzialismo, e quella di approfondire la partecipazione dei soggetti beneficiari ai programmi -, è stata presentata in occasione dell’ultima riunione del Consiglio delle Nazioni Unite, a Ginevra. Lancia la proposta di una “struttura flessibile” e articolata dove università, ong, esperti Onu possano lavorare fianco a fianco. “Nel passato, questo tipo di dialogo è stato oggetto del Gruppo di Lavoro Internazionale sul Lavoro Infantile. Oggi, pensiamo sia vitale che tutti gli approcci e le metodologie convergano nello stesso processo”. La lettera aperta sta ottenendo importanti riconoscimenti internazionali. Tra gli altri, nomi tutti citati da Cristiano Morsolin nell’articolo da cui è tratto questo sunto (selvas.org), Cristovam Buarque, presidente della Commissione Educazione del Sento Federale del Brasile e ex ministro del Governo Lula che ha pubblicato il documento sulla sua pagina web, e Vernor Muñoz, relatore speciale ONU sul diritto all’Eduzione che sottolinea quanto sia “ (…) necessario approfondire le analisi delle cause e la ricerca di soluzioni che conducano a migliori interventi governativi, basati su politiche pubbliche pertinenti dal punto di cista culturale e effettive da quello sociale. Per questo, si chiede che le azioni mete in atto dalle agenzie e dagli organismi delle Nazioni unite amplino il loro raggio di azione, in modo che si possano rafforzare ricerche e azioni interculturali e intersettoriali.”. Appoggio alle richieste contenute nella Lettera anche da Gulnara Shahinian, relatrice speciale ONU sulla forme contemporanee della Schiavitù che ha promesso di dibatterne anche in seno agli ateliers che in Equador rifletteranno “sulle Raccomandazioni del mio Rapporto 2010, visto che i diritti dei bambini e delle bambine sono centrali nel mio mandato.”. La versione integrale della Lettera aperta si trova sul sito web della RED LATINOAMERICANA DE MAESTRIAS EN INFANCIA Y ADOLESCENCIA. In Europa, è stata diffusa attraverso l’appoggio della Rete Europea ENMCR, del Cetri-Bruxell, del Movimento Mondiale Salesiano-Don Bosco che l’ha pubblicata in sei lingue. Nel nostro paese è inoltre sostenuta dal presidente del CIPSI, rete di 40 ONG, Barbera, mentre in America latina è stata fatta propria da importanti reti internazionali come l’Alianza por los derechos de los niños di Costa Rica, Redlamy di Uruguay, Red para la equidad de la infancia di Buenos Aires. |
| Ultimo aggiornamento Domenica 25 Marzo 2012 15:51 |
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